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De Rose: “Fiero di questo Cosenza”

De Rose: “Fiero di questo Cosenza”

Il centrocampista cosentino: “Siamo una squadra che può puntare in alto. Che peccato aver già lasciato punti per strada”

polpaccio

Francesco De Rose, il ringhio rossoblù

Solo due anni fa era uno degli under in squadra, adesso da vicecapitano ha un ruolo da leader neglio spogliatoio e nel campo. Ciccio De Rose è davvero l’anima di questo Cosenza. Uno che non tira mai indietro la gamba e che ringhia sugli avversari in ogni istante di gara. Nonostante il cambio di modulo lì in mezzo al campo fa sempre la differenza. “All’inizio del ritiro – dice – ho avuto qualche difficoltà a capire questo nuovo modo di giocare. Ma adesso io, come tutti compagni, andiamo alla grande”. Eppure a luglio era uno di quelli che sarebbe dovuto partire per andare in qualche squadra di serie B. “L’ho sempre detto che se fosse arrivato l’interessamento di qualche club importante potevo prendere in considerazione l’ipotesi di andare, anche se la mia prima scelta era e resta il Cosenza. Qui sono a casa mia e devo solo ringraziare il Cosenza, dirigenza e staff tecnico, se sono diventato uun calciatore. Sono strafelice di indossare ancora questa maglia”. Adesso lì a centrocampo sono arrivati altri due elementi importanti che aumentano la concorrenza, ma il buon “polpaccio” non fa una piega. “Era da matti pensare che si potesse disputare un intero campionato con solo due persone lì in mezzo. Sono arrivati due giocatori che possono dare una mano per far aumentare la qualità di questa squadra e io sono contento. Poi è normale che bisognerà impegnarsi a fondo in ogni allenamento per convincere il mister, ma è giusto così”. Schietto come sempre De Rose non pone limiti a questo Cosenza. “Il mio obiettivo non è sicuramente solo la salvezza. Siamo una squadra completa e molto forte. Penso che possiamo giocarcela con tutti. Giuardando adesso la classifica mi viene rabbia, perchè potevamo avere almeno altri due punti. Ma va bene così ci rifaremo presto. Siamo un gruppo davvero unito, che poi è il nostro segreto da due anni a questa parte”. Del resto la cosentinità sembra anche quest’anno il collante di tutto. “E’ vero.  – confessa il guascone di San Vito – In campo e negli spogliatoi si parla in dialetto, anche se adesso ci sono molti romani. Ma presto anche loro parleranno in cosentino. Pensate che Porchia dopo tanti anni che ha girato l’Italia adesso non si ricorda più come si parla in italiano tanto è il dialetto che parla adesso”. Ultime battute  sul prossimo impegno di Giulianova. “Sarà una battaglia soprattuto per il campo piccolo che ricorda molto quello di Atessa della Val di Sangro. Dovremo stare attenti, ma saremo pronti”. (Da.Ma.)

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