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La società chiarisce: “Il Cosenza calcio contrario alla tessera del tifoso”

La società chiarisce: “Il Cosenza calcio contrario alla tessera del tifoso”

Il sodalizio del presidente Carnevale: “Siamo per principio contrari alle limitazioni delle libertà ed a forme di controlli eccessive”

curva_sud_col_pescinaDopo la confusione che è regnata in città fino a questo momento sull’argomento “tessera del tifoso”, derivata da un comunicato sul sito ufficiale della società, ecco arrivare la precisazione del club silano in merito. Questo il testo del comunicato: “La società Cosenza Calcio 1914 precisa in modo chiaro ed inequivocabile che ad avere aderito al programma della “Tessera del tifoso” è esclusivamente la Lega Pro, attraverso una stipula effettuata con due partner (FINPRESTO per l’emissione fisica e TELECOM ITALIA per la gestione degli archivi centralizzati) che garantiranno l’emissione ed il funzionamento del nuovo strumento di ingresso negli stadi, strumento affiancato al classico biglietto cartaceo o all’abbonamento. Il Cosenza Calcio, in quanto società affiliata alla Lega Pro, ha ricevuto gli strumenti informatici per il rilascio della tessera. Questo progetto non nasce dunque da un’iniziativa di questa dirigenza come forma di limitazione verso la propria tifoseria, né da una volontà di autonoma adesione, bensì – più semplicemente – per un adempimento richiesto dall’Osservatorio alla Lega Pro, che di conseguenza viene esteso alle società ad essa affiliate. Al fine di superare qualsiasi dubbio, ed a scanso di equivoci, questa società ribadisce che la propria posizione rispetto alla tessera del tifoso è di netto rifiuto: “Al di là dei messaggi che arrivano da un’informazione strumentale che insinua volutamente equivoci fra i nostri tifosi – dichiara l’amministratore delegato Pino Chianello attraverso un concetto condiviso dal presidente Giuseppe Carnevale -, vogliamo che si comprenda una volta per tutte che il Cosenza Calcio 1914 è per principio contrario alle limitazioni delle libertà ed a forme di controlli eccessive portate a trasformare questo sport in uno spazio sociale militarizzato.
Come ho avuto modo di specificare in una recente lettera aperta a Totonno Chiappetta, pubblicata sia dal quotidiano Calabria Ora che sul nostro sito ufficiale, diciamo NO alla tessera del tifoso (a meno di un condono dei reati sportivi e quindi di un’amnistia tale da annullare i reati meno gravi) e auspichiamo che sugli spalti si possa tornare ad essere liberi di comunicare con uno striscione, così come speriamo che si proibisca il gioco delle scommesse. Qualsiasi interpretazione distorta del nostro pensiero in merito all’argomento, è frutto di deduzioni fantasiose
”. (co.ch)

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