Tutte 728×90
Tutte 728×90

Cosenza-Lanciano: le pagelle di Alessandro Renzetti

Cosenza-Lanciano: le pagelle di Alessandro Renzetti

Danti paga l’ostinazione di Toscano. Il tecnico lo lascia in campo seppur fuori partita. E questa volta il 3-4-3 mostra tutti i limiti di una squadra che, negli ultimi sedici metri, è imbarazzante.

danti_aereo

Danti, per lui prestazione da dimenticare

Il Cosenza che non ti aspetti. Alla vigilia ci si aspettava una squadra determinata e vogliosa di vincere. A conti fatti è stato un Cosenza deludente e, negli ultimi sedici metri, imbarazzante. Il Lanciano come il Verona. Tattica uguale per entrambe: blocco delle fasce laterali. Così il Cosenza è stato fermato. Troppo poco quello mostrato da Porchia e compagni. Ed i fischi finali sono il risultato di una prestazione che, a questo punto, costringe Toscano a rivedere i piani. Ad iniziare da un modulo che non esalta le caratteristiche dei giocatori a disposizione del tecnico. Queste le pagelle del dopo Cosenza-Lanciano:
PINZAN: voto 5,5. Qualche uscita a vuoto caratterizza la sua gara. Rischia di combinarla grossa nella ripresa quando lascia i pali e si avventura in una uscita a kamikaze. Per poco non combina il pasticcio. Gli avanti avversari, per sua fortuna, sono imprecisi.
MUSCA: voto 6. A differenza di Porchia e Fanucci difende e si propone con autorità. Difensore eclettico che partecipa attivamente alla manovra.
MAGGIOLINI: voto 5,5. Spinge a dismisura ma trova davanti a se Danti ad ostruirgli la strada. Utilizzato in maniera tutt’altro che impeccabile da Toscano. In fase difensiva meglio che in fase di manovra.
FANUCCI: voto 5. Bravo nel gioco aereo. In difficoltà quando si trova a duellare palla a terra. Ancora deve ritrovare la forma giusta e si vede.
DE ROSE: voto 6. Fa il suo ed anche di più. Recupera mille palloni e prova anche a dettare i tempi del gioco (compito non suo). Viene ingiustamente fischiato. Meriterebbe la palma del migliore per l’impegno e la voglia di vincere. Lui, a differenza di altri, si prende delle responsabilità. Questo denota una grande maturità.
PORCHIA: voto 5,5. L’impressione è che non riesca ad infondere sicurezza al reparto arretrato. In difficoltà con Improta prima e Masini poi. L’errore di Andria, forse, non è stato ancora dimenticato.
BERNARDI: voto 6. Propositivo ma non sempre preciso nel passaggio. Giocatore dinamico e pronto a sacrificarsi per la causa. Sicuramente positiva la sua prova.
ROSELLI: voto 5,5. Corre e, a volte, lo fa a vuoto. E’ vero anche che davanti a se in pochi fanno movimento. Logica conseguenza che provi, palla al piede, ad involarsi verso la trequarti avversaria. Quasi a voler accentuare i problemi del Cosenza nella trequarti avversaria.
BIANCOLINO: voto 6. A cinquanta metri dalla porta può fare poco. Bisognerebbe sfruttarlo in area di rigore. Peccato che i suoi compagni lo servano col contagocce. E’ in ritardo di condizione (è vero) ma la sua prestazione è figlia di un atteggiamento tattico totalmente errato.
DANTI: voto 4,5. Mai in partita. Toscano lo tiene in campo facendogli fare brutta figura. Sbaglia un’occasione clamorosa nel primo tempo e, poco più tardi, cicca un pallone beccandosi i fischi del pubblico. Sarebbe deleterio bruciare un talento simile.
CACCAVALLO: voto 5. Poco incisivo. Tarda ad entrare in partita e questa è la più grande pecca di un giocatore bravo e che può dare tanto al Cosenza. L’importante è che, qualora accada di nuovo, si dia una svegliata sacrificandosi anche per la squadra.

ALL. TOSCANO: voto 5.
La prestazione odierna è figlia di scelte sbagliate. Ad iniziare da Mortelliti che in tanti si aspettavano dal primo minuto. E poi c’è la storia del modulo tattico. Ma siamo sicuri che il 3-4-3 sia adatto alle caratteristiche della rosa a disposizione? A Toscano l’ardua sentenza.

Subentrati
:
GIARDINA: voto 5. Ci si aspettava molto di più da lui. Ad iniziare da qualche verticalizzazione capace di portare gli attaccanti in zona tiro. Fa tutto tranne che il regista.
SCOTTO: voto SV. Tanto impegno, poca sostanza. Giovane e da rivedere.
MORTELLITI: voto 5,5. Sostituisce Biancolino e, come “o pitone“, finisce per predicare nel deserto. Lasciato da solo a duellare contro i lunghi difensori abruzzesi. Utilizzato tardi e male da Toscano.

LANCIANO:
Chiodini 6; Vastola 6, Moi 6, Antonioli 5,5, Mammarella 6; Turchi 6 (63′ Perfetti 5,5), Di Cecco 6, Sacilotto 5,5, Amenta 6; Improta 6 (77′ Morante 5,5), Masini 5,5 (87′ Colussi sv). A disp: Aridità, Colambaretti, De Fabritis, Di Michele. All. Pagliari 6

 

CHI E’ ALESSANDRO RENZETTI
Alessandro Renzetti nasce a Grosseto il 21 febbraio del 1955. Centrocampista di indubbie qualità tecniche (specialista dei calci di punizione) esordisce con la maglia del Cosenza il 28-9-1980 in Cosenza-Giulianova 2-2. Con la maglia rossoblù colleziona 110 presenze (99 in campionato e 11 in Coppa Italia) con 12 reti (10 in campionato e 2 in Coppa Italia). Opinionista di Radio Libera Bisignano.

RENZETTI Alessandro
Grosseto – 21.02.1955
Centrocampista – m. 1.77; kg. 76
Prov. dal Messina; poi dal Potenza
Esordio: 28.09.80 Cosenza-Giulianova 2-2

Campionato Serie Presenze  Reti
  1980-81     C1        19         1 (1)
  1981-82     C2        28         4
  1982-83     C1        23         4 (1)
  1983-84     C1        29         1
 Totale          –         99        10 (2)

Coppa Italia Serie Presenze  Reti
  1980-81      C          1         –
  1981-82      C          4       1 (1)
  1983-84    A-B-C     6       1 (1)
   Totale             –  11        2 (2)

Related posts