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Diritti tv, la Lega Pro minaccia lo stop. Macalli: “A noi le briciole”

Diritti tv, la Lega Pro minaccia lo stop. Macalli: “A noi le briciole”

Il patron della Lega ha convocato per martedì 13 ottobre alle ore 11 a Firenze una riunione di tutti i presidenti delle società partecipanti ai campionati di Prima e Seconda divisione.

macalli

Il presidente della Lega, Macalli

E fu così che Mario Macalli tuonò. Il presidente della Lega Pro non ci stà e attacca. A seguito della decisione del Senato della Repubblica di approvare la normativa relativa all’impiantistica sportiva che prevede al suo interno, all’art.8, la modifica della distribuzione delle risorse dei diritti audiovisivi, già prevista dall’art.24 del Decreto Legislativo n.9 del 9 gennaio 2008, il presidente della Lega Italiana Calcio professionistico, Mario Macalli, ha indetto per martedì 13 ottobre alle ore 11 a Firenze una riunione di tutti i presidenti delle società partecipanti ai campionati di Prima e Divisione divisione.  La Lega si riunisce prima dell’eventuale approvazione definitiva della modifica da parte della Camera dei Deputati. Fra le varie iniziative che potrebbero essere intraprese dalle società non si esclude anche il fermo dell’attività agonistica. “Ho già scritto a tutti i presidenti di Prima e Seconda Divisione. È giunto il momento in cui dobbiamo essere tutti compatti: io sono pronto a far bloccare tutti i campionati”. Parole chiare e schiette che arrivano da Mario Macalli, presidente della Lega Pro, dal sito tuttolegapro.com. Il massimo dirigente è a dir poco furioso per come si sta prospettando la spartizione dei diritti televisivi. “In Parlamento c´è chi sta portando avanti una proposta – spiega – che in pratica destinerebbe alla Lega Pro circa l´1% dei proventi. Si parla di circa 10 milioni di euro totali. Le briciole. Soldi che nemmeno utilizzerei per la nostra Lega: piuttosto li destinerei a qualche associazione onlus impegnata nei Paesi del terzo mondo. Vogliono far pagare a noi il divorzio tra serie A e B – aggiunge un adirato Macalli -. Perché inizialmente si era parlato di un possibile 3%. Ora si paventa, come detto un 1%, mentre alla serie B andrebbero la bellezza di 75 milioni di euro”. Il presidente della Lega Pro vuole intervenire prima che questa situazione, per il momento va precisato si tratta di un´ipotesi, diventi esecutiva. “Tutti devono capire che la nostra è la Lega più grande – afferma – perché comprende 90 società. Alcune rappresentano grandi città, che in B, invece, sono sempre meno. E la gente deve sapere che ci sono parlamentari che non vogliono aiutare la Lega Pro”. Come farlo sapere dunque? Con la mossa più clamorosa. “Voglio arrivare al blocco dei campionati – spiega Macalli – ma non per una sola giornata. Li fermeremo del tutto. E sono sicuro che saranno d´accordo tutti i presidenti: ho appena mandato loro una lettera in cui spiego la situazione e chiedo di essermi vicini. È il momento di tirare fuori gli attributi e dimostreremo che non ci facciamo prendere in giro da nessuno. Vorrei capire – afferma ancora il presidente della Lega Pro – perché da noi le regole devono valere, perché tutte le squadre devono avere i conti a posto mentre negli ultimi 12 anni alla serie B sono andati 2.400 miliardi di vecchie lire. Avete capito? Ho detto 2.400 miliardi di vecchie lire. Qualcuno mi dovrebbe spiegare che fine hanno fatto questi soldi. Sono furibondo: cerco di stare tranquillo anche per il ruolo istituzionale che occupo, ma non ho alcuna intenzione di porgere l’altra guancia”. E all’inizio di questo campionato in Prima Divisione non sono state accettati tre club, troppo indebitati, provenienti dalla serie B. Squadre gloriose come Pisa, Avellino e Treviso che sono ripartite da categorie minori. “Magari io mi sono fatto la fama di antipatico – aggiunge Macalli -. Anche a Como qualche anno fa sono stato contestato ai tempi in cui c’era una pesante crisi societaria. Ma a me non interessano i singoli club. Io voglio che le regole siano rispettate da tutti. E infatti la serie C è una categoria in cui le società ammesse devono essere virtuose. Mi chiedo perché questi principi debbono valere solo per noi. E soprattutto: perché si premia chi sperpera con maggiori contributi e viene invece preso a sberle chi sta attento ai conti?”. Il discorso torna sulla forbice sempre più larga rispetto alla spartizione dei diritti televisivi. “Si continua a parlare di tessera dei tifosi e di argomenti di questo tipo – sono le parole di Macalli – invece è venuto il momento che la gente sappia che i problemi sono altri. E questo è il principale. Acquisterò pagine sui quotidiani nazionali e mi rivolgerò, come ho spiegato, a tutti i presidenti. Ci dobbiamo fermare per dare un segnale chiaro a tutto il mondo del calcio, ai parlamentari e alla gente che andrà a votare – dice Mario Macalli – perché quando ci saranno le elezioni i tifosi si dovranno ricordare di quello che sta accadendo in questi giorni e del rischio che sta correndo la Lega Pro e, di conseguenza, tutte le squadre che ne fanno parte”. Il presidente tiene a spiegare che i soldi ricevuti: “Non sono destinati a essere distribuiti a pioggia ai club – afferma il dirigente calcistico – bensì sarebbero destinati a precisi progetti. Ad esempio a quello legato ai giocatori giovani schierati in campo, con precisi finanziamenti alle formazioni che fanno giocare i ragazzi cresciuti nel vivaio e nessuna erogazione a chi schiera i calciatori più vecchi”. Al di là del discorso che riguarda il blocco dei campionati e la spartizione dei diritti televisivi, Mario Macalli tiene a fare un chiarimento anche sugli stadi. “Anni fa, quando furono promosse Alto Adige e Mezzocorona, io affermai che queste squadre non potevano giocare in serie C perché non avevano lo stadio. Mi hanno dato del delinquente, mi hanno offeso in tutti i modi. Alla fine cosa è successo? La Figc ha cambiato le regole sugli stadi e ha deciso che possono essere concesse le deroghe – conclude Macalli, che nell’affrontare questo argomento ha un tono di voce piuttosto rassegnato – Lo so anch´io che ci sono molte squadre che hanno un impianto inadeguato. Ma, ribadisco, la regola ora dice che possono essere date deroghe e io non posso fare altro che applicarla. E so bene che le trasferte vengono bloccate, ma davvero Mario Macalli e la Lega Pro non possono farci nulla. Non posso imporre alle amministrazioni di sistemare gli stadi o di costruirne di nuovi. Se un Comune ha altre priorità è giusto che agisca come crede. Non posso arrivare io a dire di togliere soldi all’assistenza agli anziani, ad esempio, e di mettere a posto le curve. Non lo farò mai”. (co.ch.)

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