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Figc-Lega Pro, è muro contro muro. Si viaggia verso uno scontro istituzionale

Figc-Lega Pro, è muro contro muro. Si viaggia verso uno scontro istituzionale

Le forme di protesta annunciate da Macalli a sostegno delle pretese dei 90 club di Prima e Seconda Divisione in materia di diritti tv non sono piaciute ad Abete.

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Il palazzo della Figc. E’ guerra
 aperta con la Lega Pro

Si va verso uno scontro istituzionale? La presa di posizione di Macalli per quanto riguarda i diritti tv non sono piaciute a Giancarlo Abete. Il presidente della Federcalcio ha risposto per le rime. Abete ha ringraziato il Parlamento e il governo per la rapidità di approvazione della legge sugli stadi. Ha sottolineato che, alla Camera, ci potranno essere approfondimenti sul limite di capienza degli impianti ammessi alle agevolazioni (uno dei punti chiavi della protesta che serpeggia in Lega Pro). “L’approvazione della legge al Senato – spiega Abete – è stata rapida e di questo vanno ringraziati il Parlamento e il governo. I gruppi parlamentari si sono detti disponibili ad approfondimenti, la legge si può migliorare ulteriormente e penso al limite di 10mila posti per gli stadi che hanno accesso alle agevolazioni per le ristrutturazioni”. Secondo Abete non ci potranno essere modifiche sulla ripartizione dei proventi derivanti dai diritti tv. La quota dell’1% destinata alla Lega di Macalli è di competenza della LNP e non spetta alle 90 società di Prima e Seconda divisione decidere. “La valutazione sulle percentuali è frutto di un disegno di legge. Il decreto Melandri dà la titolarità al Parlamento o alla Lega professionisti. Non può essere – ribadisce Abete – una parte terza a decidere”. A proposito delle forme di protesta annunciate da Macalli, la risposta del presidente federale è chiara. “La logica della minaccia non fa crescere le componenti della federazione, nè si può pensare che i problemi della Lega Pro si risolvano distribuendo risorse prodotte da altri», ha dichiarato Abete. “Diciamo no alla logica della minaccia. Chi la osserva se ne assume la responsabilità, ma questa logica non fa parte della cultura della Federcalcio”. In merito al fatto che Macalli ha minacciato di bloccare qualsiasi riforma dello statuto federale, il presidente della Figc è stato lapidario. “Ribadisco, la logica della minaccia non preoccupa perchè non appartiene alla Federcalcio. Ognuno è responsabile dei suoi comportamenti”.

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