Tutte 728×90
Tutte 728×90

Cosenza-Pescara: il giorno dopo è ancora più bello

Cosenza-Pescara: il giorno dopo è ancora più bello

Dopo il successo sugli abruzzesi, Napoli ha commentato: “Gara studiata a tavolino”. Cerchiamo di capire come i rossoblù hanno messo in ginocchio la “corazzata” di Cuccureddu.

danti_esulta_foto_tucci

Danti esulta dopo il gol che ha aperto le danze contro il Pescara (foto tucci)

Il giorno dopo la vittoria sul Pescara ha un sapore ancora più gustoso. D’accordo con l’astioso Cuccureddu (“i cavalli si vedono all’arrivo” ha sentenziato a fine gara) va sottolineato che il Cosenza ha mostrato i muscoli al cospetto di una grande del girone B di LP1. Questo non significa certo aver vinto il campionato, ci mancherebbe. Ma il modo con cui il Cosenza ha interpreto la gara è stata da squadra che vuole necessariamente ambire a qualcosa di importante. Dopodiché ci sono anche i numeri che, se da una parte possono valere poco per alcuni, dall’altra testimoniamo una netta supremazia dei rossoblù sui bioancoazzurri. Ad iniziare dai tiri verso lo specchio della porta (6-3) fino ad arrivare al riassetto tattico che ha costretto Cuccureddu a cambiare da un 4-4-2 fino ad un 4-2-4 che non ha prodotto nulla di ché se non lasciare spazio alle folate della squadra di Toscano.
PARTITA A SCACCHI. Cosenza col 3-4-3, Pescara col 4-4-2. I silani presentano Fiore in mezzo al campo un po’ più avanzato di De Rose. Quest’ultimo col compito di spezzare il gioco avversario e cercare di guardare le spalle proprio all’ex nazionale. Sulle fasce Bernardi prende in consegna Bonanni (e questo, almeno nel primo tempo, limita e molto il giovane esterno rossoblu) mentre Maggiolini va su Gessa. Davanti Biancolino a fare da boa con Danti e Caccavvalo sugli esterni. Proprio quest’ultimi due sono stati bravi ad interpretare la fase difensiva non consentendo ai due terzini di Cuccureddu di potersi sovrapporre. Specialmente Danti ha cercato di dare una mano nella propria trequarti su situazioni di non possesso palla, mentre Caccavallo ha cercato di giocare tra l’esterno ed il centro cercando di sfruttare lo spazio che il Pescara lasciava tra le linee di difesa e centrocampo. Dal canto suo Cuccureddu ha provato a cambiare solo nella ripresa. Prima sostituendo in un colpo solo (ed è una rarità assoluta) la coppia d’attacco Ganci-Sansovini con Artistico-Zizzari. Poi portando Bonanni e Gessa sulla linea d’attacco costringendo i laterali del Cosenza a restare più bassi. Le nuove disposizioni del tecnico sardo, però, non hanno prodotto effetti. Il tutto dovuto all’ottima fase difensiva del Cosenza che, nelle situazioni di non possesso, aveva almeno nove uomini dietro la linea della palla. Tant’è che il Pescara mai si è reso pericoloso con tiri dalla distanza o centralmente. Tutte le azioni d’attacco degli ospiti sono giunte dall’esterno (sette volte da sinistra e quattro da destra) ma non hanno mai impensierito Pinzan che ha fatto da spettatore non pagante alla gara. A questo aggiungiamo che il Cosenza è stato cinico e spietato (insolito se pensiamo alle gare precedenti) ed il risultato finale è il giusto epilogo ad un big match che incorona il Cosenza e riporta il Pescara sulla terra. Perché da ieri i silani hanno dato un segnale importante al campionato. Per la vittoria finale ci sarà anche la squadra di Toscano. A decretarlo il campo, sovrano assoluto. (Piero Bria)

 

COSENZA

 

PESCARA

2

Gol

0

2

Tiri in porta

0

4

Tiri fuori

3

13

Falli commessi

19

9

Fuorigioco

5

4

Attacchi da destra

4

3

Attacchi da sinistra

6

2

Attacchi dal centro

1

3

Verticalizzazioni

2

47%

Possesso palla

53%

2

Angoli

6

Related posts