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Caos a Benevento: arrestato il presidente Vigorito

Caos a Benevento: arrestato il presidente Vigorito

Il patron campano arrestato nell’ambito di un’operazione sui parchi eolici denominata “Via col vento”. L’accusa, per lui ed altre persone, è di truffa aggravata per aver indebitamente percepito contributi pubblici.

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Il patron del Benevento Oreste Vigorito (ilquaderno.it)

Il presidente del Benevento, Oreste Vigorito, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Avellino nell’ambito di un’operazione sui parchi eolici, denominata «Via col vento», che ha portato al sequestro di sette parchi eolici riconducibili a 9 società di Avellino. I finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Avellino, hanno eseguito complessivamente quattro ordinanze di custodia cautelare, emesse dalla magistratura del capoluogo irpino. Due dei quattro provvedimenti sono stati eseguiti in Sicilia. Altre undici persone sono state denunciate. Sono tutti accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per aver indebitamente percepito contributi pubblici. Le indagini della Guardia di finanza sono durate due anni. I quattro arrestati sono Oreste Vigorito, di 63 anni di Ercolano (Napoli); Vito Nicastri, di 53, di Alcamo (Trapani); Ferdinando Renzulli, di 43, di Avellino; e Vincenzo Dongarrà, di 47 di Enna. L’organizzazione, secondo gli inquirenti, avrebbe beneficiato di fondi pubblici producendo false attestazioni sulla titolarità dei terreni utilizzati per impiantare turbine e sulle disponibilità economiche presso istituti di credito. Tra gli indagati figura, infatti, anche il dirigente di un istituto di credito, che aveva curato l’istruttoria per l’erogazione dei fondi. Un 54enne di Milano, era stato proposto per la misura cautelare, poi rigettata dal gip di Avellino. Il sistema messo a punto dall’organizzazione, per la Procura di Avellino, era basato su una rete di società, tutte riconducibili alle stesse persone che detenevano la titolarità dei terreni e la disponibilità fittizia di capitali provenienti dall’estero, in particolare dall’Inghilterra, che corrispondevano all’importo del contributo già ottenuto dall’impresa. Perquisizioni e sequestri di documenti sono stati compiuti dalle Fiamme Gialle ad Avellino, Roma, Napoli, Milano, Taranto, Enna ed Alcamo. L’attività investigativa, attraverso rogatorie internazionali, si è estesa anche in Olanda, Spagna e Inghilterra. In particolare, a Roma sono stati bloccati contributi finanziati dal Ministero per lo Sviluppo Economico in due tranche, dal maggio 2007 all’ottobre 2008, per 9,5 milioni e 19,6 milioni di euro. I sigilli giudiziari sono scattati per alcuni parchi eolici realizzati dalle società indagate, in Sicilia, a Catania, Siracusa e Palermo e in Sardegna a Sassari. Il valore complessivo del sequestro è di circa 153 milioni di euro.

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