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SOS di Mirabelli: “Così non andiamo da nessuna parte”

SOS di Mirabelli: “Così non andiamo da nessuna parte”

Il direttore generale senza peli sulla lingua: “Siamo un società seria, solida, pulita e trasparente, ma non possiamo puntare alla serie B”.

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Il direttore generale Massimo Mirabelli

Nel giorno della prima sfida del triangolare di Coppa Italia, ad Arezzo, il direttore generale dei lupi, Massimo Mirabelli, chiarisce su tutto quello che è al momento la situazione finanziaria della squadra rivolgendosi come sempre al sindaco Salvatore Perugini e al presidente della provincia Mario Oliverio (quest’ultimo negli ultimi due anni ha sborsato qualcosa come 400muila euro). “Siamo nella stagione dei 95 anni  ad un palmo di naso dal centenario e il Cosenza dovrebbe prepararsi per arrivarci forte e per tentare una grande scalata. Siamo una società pulita, in regola e trasparente – dice dalle colonne de Il Quotidiano –  dobbiamo dire grazie a chi c’è stato: Damiano Paletta, Pino Citrigno, Pino Chianello, Umberto De Rose, Franco Salerno e chi è appena arrivato come Giuseppe Carnevale. Hanno fatto miracoli.  Ora però – continua Mirabelli – per fare meglio e non avere le difficoltà quotidiane che abbiamo, è necessaria una società forte, sulla falsa riga del 1987, quando si lanciò la scalata alla B con imprenditori di spicco della città e della provincia. Anni bellissimi, da quella promozione fino ai momenti tragici del 2003. Oggi a mio avviso va ripercorsa quella strada e il sindaco, Salvatore Perugini, il presidente della Provincia, Mario Oliverio, devono aiutarci ancora un volta e creare delle basi solide per pensare con serenità al presente e programmare il futuro. Allo stato attuale, dopo l’ultimo ingresso di Camevale, i sacrifici sono tanti. Ma non possono bastare più. La nostra società deve stare attentissima al bilancio, fare le cose con il “bilancino”, cosi il Cosenza non può ambire a traguardi importanti e solo per volontà divina. Nell’ultima gara negli spogliatoi del Pescara è entrato De Cecco, gente importante; lo stesso a Verona e a Taranto. Siamo un società seria, solida, pulita e trasparente, ma così non possiamo puntare alla serie B. Assolutamente no! Ma se creiamo un Cosenza simile, come è successo alla Reggina o al Catanzaro, toccherà anche a noi arrivare in serie A”. Infine il dg punta anche ai progetti futuri e all’assetto societario: “La società deve allargarsi da subito per far sì che anche in questo campionato si possa dire la nostra; ma indipendentemente dagli obiettivi a breve scadenza, una società forte e concreta può anche fallire una stagione, ma la tranquillità economica ti consente d programmare il futuro. Penso anche al settore giovanile e le strutture che mancano”. Insomma, un nuovo SOS con la speranza che nessuno faccia orecchie da mercante. (Daniele Mari)

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