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Bergamini: domani Petrini su Rlb. Ed una troupe di “Chi l’ha visto?” è in città

Bergamini: domani Petrini su Rlb. Ed una troupe di “Chi l’ha visto?” è in città

L’ex calciatore, oggi scrittore, sarà ospite nel corso della trasmissione Diretta Radio Sport. La nota trasmissione televisiva ha mandato suoi inviati a Cosenza per tornare a parlare, a distanza di anni, di un caso che si porta dietro un alone di mistero.

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La copertina del libro scritto da Petrini

Bergamini non sarà mai dimenticato. Prendiamo spunto dal titolo della copertina del nostro magazine, in distribuzione in più di 100 locali dell’area urbana, per ritornare a parlare di Donato Bergamini e della sua morte a distanza di venti anni. Anni in cui qualcuno ha cercato finanche di indagare su una scomparsa tragica e che si porta dietro un alone di mistero. Questo qualcuno ha un nome e un cognome: Carlo Petrini (61). Ex calciatore, oggi scrittore, Petrini sarà ospite domani nel corso della trasmissione Diretta Radio Sport in onda dalle ore 14,30 su Rlb (Radio Libera Bisignano). Petrini nel 2001 si interessò della morte del centrocampista tanto da scrivere un libro “Il calciatore suicidato” (edito da Kaos) che ripercorre quanto accade il 18 novembre del 1989 (giorno in cui Bergamini morì). Ma non solo Petrini. Da oggi è in città una troupe della nota trasmissione in onda su Rai3 ogni lunedì, “Chi l’ha visto?”, che sta girando alcuni filmati. Presumibile che si voglia riparlare di un caso, quello della morte di Bergamini, già affrontato anni fa dalla nota trasmissione di Pier Giuseppe Murgia dedicata alla ricerca di persone scomparse e ai misteri insoluti. Di seguito riportiamo il comunicato diramato da Rlb: “Domani, domenica 22 novembre 2009, nel corso della trasmissione Diretta Radio Sport in onda dalle ore 14,30 su Rlb (Radio Libera Bisignano) si tornerà a parlare della morte di Donato Bergamini avvenuta venti anni fa e più precisamente il 18 novembre del 1989. Ospite della trasmissione sarà lo scrittore Carlo Petrini che nel 2001 si interessò alla morte del centrocampista tanto da scrivere un libro “Il calciatore suicidato” (edito da Kaos) dove l’autore precisa che “si trattò di una morte, fatta passare per suicidio; un giallo con personaggi che sembrano venire fuori da un film”. L’intervista a Carlo Petrini potrà essere ascoltata in fm sulle frequenze 89.2 – 100.3 – 1004.3 (per quanto riguarda la provincia di Cosenza) e sul web collegandosi al sito www.rlb.it. Di seguito riportiamo una scheda riassuntiva sulla vita di Carlo Petrini: Noto attaccante italiano attivo soprattutto nella seconda metà degli anni ’60 e negli anni ’70. Lo si ricorda nel Milan di Nereo Rocco (1968-1969), al Torino (1969 al 1971), nella Roma di Nils Liedholm (1975-1976) solo per citare alcune delle squadre in cui Petrini militò. La carriera di Petrini è stata attraversata da molti episodi bui e controversi, in particolare in merito allo scandalo del calcioscommesse del 1980, quando Petrini fu ritenuto uno dei calciatori responsabili dello scandalo e venne squalificato per 3 anni e 6 mesi. Solo dopo l’amnistia, concessa dalla FIGC nel 1982 in seguito alla vittoria dell’Italia al Mondiale spagnolo, Petrini tornò a giocare (più precisamente nel Savona in serie C2). Da segnalare anche una breve esperienza da allenatore alla guida del Rapallo Ruentes nel Campionato Interregionale (1985-1986) conclusa con la retrocessione del club in Promozione. Qualche anno dopo Petrini iniziò la carriera da scrittore. Nel 2000 uscì la sua autobiografia intitolata Nel fango del dio pallone (Kaos Edizioni) in cui i fatti sono narrati in prima persona e in cui Petrini racconta i suoi variegati trascorsi nel mondo del calcio. Il libro denunciò, in particolare, la pratica del doping che era già allora dilagante oltre al fenomeno del calcioscommesse. Successivamente decise di pubblicare un altro libro intitolato Il calciatore suicidato, dove l’ex centravanti indaga in prima persona sulla misteriosa morte di Donato Bergamini, calciatore del Cosenza, ritenuto suicida nel 1989 accanto ad un camion. L’ex calciatore sostenne che la morte di Bergamini fosse avvenuta per mano della criminalità locale ma, secondo la magistratura ordinaria, la morte del calciatore fu imputata al suicidio. Successivamente ha pubblicato altri cinque libri. Di Petrini tornarono a parlare i notiziari nazionali nel 1995 allorché il diciannovenne figlio Diego, morente in una stanza di Ospedale, chiese di poter rivedere il padre che invece si trovava in Francia, fuggito dai creditori sei anni prima dopo essersi messo in proprio gestendo una finanziaria ed avendo accumulato debiti con usurai. Oggi è praticamente cieco dall’occhio sinistro e vede poco e male da quello destro. È affetto da glaucoma che, a detta dei medici che lo hanno curato e operato in cinque occasioni, potrebbe essere stato causato dai molti farmaci dopanti e non assunti nel corso della sua carriera di calciatore”. (Gianpaolo D’Elia)

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