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Petrini: “La chiave di tutto sta nella sera in cui Denis andò all’Hotel Hilton”

Lo scrittore non ha dubbi: “Dopo Monza-Cosenza, Bergamini va in albergo con una ragazza. Perché ci va non si sa. Arriva e prenota due camere. Illogico vero?”. E poi sottolinea: “C’era qualcosa di poco chiaro nel Cosenza di quei tempi”.

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Lo scrittore Carlo Petrini (61)

Ultima parte dell’intervista dell’intervista concessa da Carlo Petrini (61), nel corso della trasmissione Diretta Radio Sport su RLB. Lo scrittone inizia a parlare di una vicenda strana che riguarda due carabinieri che sembravano propensi ad aiutare Domizio Bergamini e che poi, inspiegabilmente, furono mandati altrove a prestare servizio. “Questo me lo ha raccontato Domizio che doveva consegnare alcune cose che gli avrebbero dovuto dare al magistrato. Di questo non si è saputo più niente. Perché furono spostati è un mistero. E la morte di Mimmo e di chi era con lui mentre tornava a Cosenza? Anche questa morte potrebbe creare problemi. Non ho indagato. Sono concomitanze che possono ritenersi legate a certe situazioni. C’era qualcosa di poco chiaro nel Cosenza di quei tempi. Ne sono convinto”. Ma dove può trovarsi la chiave di tutto? Petrini sembra avere una risposta a questa domanda. “La famosa sera che lui passa all’Hotel Hilton di Milano dopo la partita Monza-Cosenza. Perché ci sono delle cose che sono allucinanti. Lui va all’hotel con una ragazza, perché ci va non si sa. Arriva e lui prenota due camere, una a testa. Illogico vero? Se vai con una ragazza…L’indomani ritorna a casa. E guarda caso quella sera il 13 novembre squilla il telefono e quando torna nella sala da pranzo il papà racconta che era sudato e pallido e alla domanda su cosa fosse avvenuto Donato risponde che erano problemi suoi. Poi il ragazzo al momento che arriva a casa, nel pomeriggio, dice al padre senza che lui glielo chieda che la sera all’Hilton non aveva fatto l’amore con quella ragazza. Strano anche questo. Siamo a cinque giorni dalla morte. Si potrebbe fare un’ipotesi. Quella sera all’Hilton, ipotesi mia ovviamente, Donato dice a qualcuno che si sarebbe trattato dell’ultima volta. A quel punto torna a casa e riceve la chiamata e cinque giorni dopo muore”. Petrini chiude dicendo. “Un’altra cosa strana è che per quattro anni la squadra era propensa andare sempre al cinema. Possibile che Donato prima di andare via, e per non dare nell’occhio, chiedesse dove fossero i bagni? Tutto quello che viene dopo è un racconto che ci viene fatto ma non è credibile in niente”. Così parla Carlo Petrini di una vicenda che, a distanza di 20 anni, deve essere ancora chiarita del tutto. (co.ch.) fine 3/3

ASCOLTA L’INTERVISTA AUDIO A CARLO PETRINI. CLICCA QUI

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