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Calcioscommesse: Postiglione e quel fascicolo di 128 pagine

Calcioscommesse: Postiglione e quel fascicolo di 128 pagine

Il Corsport questa mattina ha dedicato una pagina intera sull’operazione “Ultimate”. Nell’elenco degli investigatori ci sono diverse par­tite. Anche se la madre di tutte è Po­tenza- Salernitana.

pallone-vecchioGiorni di fuoco. L’epicentro del terremoto è Potenza. La scossa che ha colpito la Basilicata potrebbe espandersi in brevissimo tempo toccando tante altre città, tante altre Regioni. E’ il Meridione d’Italia preso di mira ma figurano anche partite di serie A e B che potrebbe essere state “aggiustate” per consentire una ricca vincita. Questa mattina il Corsport ha pubblicato una pagina intera sulle vicissitudini di Postiglione e di altri otto indagati. E nell’articolo del noto quotidiano sportivo è finita anche una gara del Cosenza (Andria-Cosenza 1-0). Di seguito riportiamo il testo apparso questa mattina sulle colonne del Corsport. “Giuseppe Postiglione si è avvalso della facoltà di non rispondere. Quello che a 24 anni era stato, tre anni fa, il più giovane “patron” d’Italia ac­quisendo il Potenza calcio in C2, ha avuto un breve colloquio coi suoi lega­li per decidere la strategia difensiva, prima di presentarsi all’interrogatorio di garanzia nel Tribunale di Potenza. Il Giudice per le indagini preliminari, Rocco Pavese, ha preso atto e verbaliz­zato la volontà di Postiglione, tornato così nel carcere di contrada Betlemme nella sua cella, la stessa occupata tre anni fa da Vittorio Emanuele di Savoia. Anche altri due indagati (Cesare Montesano, 34 anni, e Aldo Fanizzi, 51 anni entrambi di Potenza) hanno deci­so di non rispondere alle domande del Gip che continuerà con gli interro­gatori degli altri cinque arrestati; oggi metterà a verbale le depo­sizioni di Luca Evangelisti, l’unico agli arresti domiciliari dell’operazione “Ul­timate” che sarà assistito dall’avvoca­to Libera D’Amelio.
Dopo il primo giro di interrogatori il magistrato procederà ai riscontri per cui si prevede che la permanenza in carcere degli indagati non sarà brevis­sima. La scommessa di Postiglione è fallita, stavolta. Mentre lo arrestavano in seguito all’inchiesta sulle scommes­se sportive, condotta dal pm della Dda Francesco Basentini, aveva detto al fratello: «Tranquillo, torno tra poco».
Intanto i suoi difensori, gli avvocati Simone Labonia e Giovanni Sofia, han­no provveduto a richiedere copia degli atti racchiusi in tre faldoni a corredo dell’ordinanza di custodia cautelare, in modo da valutare attentamente gli atti e redigere il ricorso da presentare al Tribunale del riesame per ottenere la libertà del loro assistito. «Postiglione è molto provato da questa vicenda. In­tanto avremo tempo per valutare gli at­ti, che sono molti, quindi decideremo sul ricorso al Tribunale del Riesame», ha spiegato l’avv. Labonia lasciando il palazzo di giustizia.
SPUNTANO ALTRE GARE. Centoventotto pagine per far scoppiare un pallone: ma non finisce qua, perché i radar so­no in funzione e c’è un mondo che viene monitorato. Potenza è l’epi­centro d’uno scandalo che ha squarciato i primi veli, però c’è dell’altro e le note a margine non sembrano dettagli. Nove arresti, una decina di partite già sistemate sotto la lente d’ingrandimento de­gli investigatori, ma il 12 settem­bre, tra gli atti integrativi deposi­tati del Pm Franco Basentini – ma non contemplati nell’ordinanza de­positata il sette ottobre – emergono piste inedite e ulteriori sospetti su Giuseppe Postiglione, presidente potentino e regista neanche occul­to d’un malaffare a tutto calcio.
Le date ad incastro per uscire dal labirinto raccontano di un interro­gatorio ad Eziolino Capuano per far luce su Potenza- Real Marcia­nise (0-2), sfida che costa al tecni­co la panchina e che produce pro­fitti invitanti per gli scommettitori, considerata la quota (il 2 è banca­to ad 8) riconosciuta. Capuano ieri ha rievocato quell’incontro come persona informata dei fatti con gli investigatori ( «mai avanzato ipo­tesi di interessi di Postiglione in eventuali trame per pilotare gli esiti delle partite, in quella circo­stanza mi sono stati chiesti i moti­vi dell’esclusione di Langella e ho chiarito che la decisione fu socie­taria. Eventuali altre teorie potreb­bero essere supposizioni investiga­tive»).
L’ombra del calcio scommesse che si staglia sul Potenzagate è un intreccio di valutazioni, verifiche e ricerche ma intanto l’occhio di bue che acceca s’è soffermato an­che su Andria- Cosenza (1- 0, ban­cata a 3.15, prima vittoria stagio­nale dei pugliesi ancora a zero punti sui lanciatissimi calabresi) e Taranto- Spal (1-2 quotata a 5). Occhiate sparse qua e là pure su Scafatese- Monopoli, roboante 3- 3 della stagione in corso, e su Noi­cattaro- Juve Stabia (1- 1 tra una cenerentola e una delle favorite del girone C di Seconda Divisione). Il day-after di Potenza è curiosi­tà e rabbia, è il timore che sulla so­cietà s’abbatta il rischio radiazio­ne, è una passeggiata degli ultras locali al campo per dare alla squa­dra il necessario sostegno: «Se avete bisogno di soldi, strappiamo gli abbonamenti dei mille e sedici che ci hanno creduto a luglio e pa­ghiamo il biglietto».
I primi interrogatori sono parti­ti, i prossimi bussano alla porta dei nove arrestati, però tra le centoventotto pagine emerge di tutto e gli intrecci conducono ben al di là del rettangolo di gioco e si dirigo­no spediti sul controllo e l’inter­vento illecito negli appalti pubbli­ci, con l’intenzione precisa di met­ter la mano tramite il sostegno del capogruppo regionale dei Po­polari Uniti, Luigi Scaglione, sul­la realizzazione di un nuovo stadio, di una cittadella dello sport. Una scommessa pure quella: scoppiata nel pallone. La bolletta è carta straccia, restano centoventotto pa­gine che svelano un’Italia che pre­ferisce vivere in fuorigioco. Ma non solo scommesse in serie C. C’è anche la B. Racconta Lopiano: «Addirittura siamo andati una volta a Ravenna…scom­messa sul Lecce, Lecce vincente (la parti­ta finì 1-3)». Ma anche la serie A con “capa di bomba” (così chiamato Evangelisti per le sue fattezze fisiche) sempre nel ruolo di suggeritore: «Ci ha fatto giocare una scom­messa sulla partita Atalanta contro Livor­no, ci ha fatto giocare cinquemila euro sul Livorno vincente, che poi comunque non è andata così, il Livorno ha perso…comunque ci sono state delle indagini sopra, han­no squalificato anche tutti i giocatori…co­munque qualcosa realmente c’era ».

Postiglione e i «suoi fedeli collaboratori» Lopiano e De Angelis continuano le lo­ro scommesse (spesso nella zona compresa tra i comuni di Giulianova e Alba Adriatica) sempre con in ballo cifre considerevoli. Il titolare di un’agenzia di Potenza riferisce che: «una volta il De Angelis voleva fare una puntata di diecimila euro su di una partita fissa che se non ricordo male era quella disputata dalla squadra del Taran­to. La puntata non venne accettata in virtù del fatto che l’importo era troppo elevato».

Nell’elenco degli investigatori, sotto esame, ci sono diverse par­tite. Anche se la madre di tutte le gare sospette è Po­tenza- Salernitana. La ma­teria corposa del conten­dere, è del 20 aprile, di pri­ma mattina, quando Giu­seppe Postiglione comuni­cò all’allenatore Pasquale Arleo la decisione di non schierare i tre, originari di Salerno (De Cesare, Cuo­mo e Cammarota) argo­mentandola con le minac­ce ricevute via sms, che dall’ordinanza risultano essere state autoprodotte dallo stesso Postiglione. La decisione fu osteggiata dai calciatori, tanto che il pa­tron convocò la squadra Berretti. Il lungo tira e molla finì all’interno dello spogliatoio, quando Arleo lasciò lo stadio. Le voci di presunta combine fecero il giro d’Italia, specie quan­do si venne a sapere che i tre calciatori avevano rice­vuto dal Potenza somme di denaro. Nel processo spor­tivo del 5 agosto 2008 fu di­mostrato che quei soldi erano rimborsi spese per vitti, alloggi, viaggi e per il riconoscimento del diritto di immagine. Per la crona­ca, la Salernitana vinse 1-­0 con rete di Di Napoli, stac­cando il pass per la B, san­cita sette giorni dopo, in casa con il Pescara. Il 27 aprile, stessa data, il Po­tenza giocò a Perugia la “partita della vita”, espu­gnando il Curi 1-0 con rete di De Cesare, nel frattem­po reintegrato in rosa. Al­la fine si scatenò una rissa nella quale Postiglione ri­mase ferito. Con quella vit­toria il Potenza si salvò matematicamente.
FEBBRE DA GIOCO. Postiglione e i «suoi fedeli collaboratori» Lopiano e De Angelis continuano le lo­ro scommesse (spesso nella zona compresa tra i comuni di Giulianova e Alba Adriatica) sempre con in ballo cifre considerevoli. Il titolare di un’agenzia di Potenza riferisce che: «una volta il De Angelis voleva fare una puntata di diecimila euro su di una partita fissa che se non ricordo male era quella disputata dalla squadra del Taran­to. La puntata non venne accettata in virtù del fatto che l’importo era troppo elevato». Le notizie venivano apprese da Evangeli­sti di solito lunga la riviera adriatica. Posti­glione inviava da “capa di bomba” De An­gelis. Postiglione intrattiene una conversa­zione telefonica con Danilo Pagni, allora diesse del Gallipoli, che era interessato a che l’incontro avesse esito.
Postiglione: «Si».
Pagni: «Oh! Che capo di melone è lì da­vanti (si riferisce al fatto di aver saputo che Evangelisti si trova nel luogo concordato)».

Postiglione: «Eh?».
Pagni: « Capa di bomba è la davanti ».
Postiglione: «Eh! Ok. ok, adesso lo chia­mo».
Pagni: «Ma è arrivato?»

Postiglione: «E non lo so, adesso lo chia­mo a vedo un attimo, ok?».
Pagni: «E dai dai! Che quello sta lì»
INTIMIDAZIONI. Postiglione, con la collaborazione del «temuto» Cossidente, otteneva le scuse di chi lo aveva criticato. Cossidente ordina: «Il ragazzo deve chiedere scusa ad Accale (è uno degli pseudomini di Postiglione, oltre a “Cicciobello”, “Poldino”, “Polpettone”, usati dai protagonisti nelle intercettazioni)». E le scuse puntualmente arrivano da parte di Mecca: «Io vi chiedo scusa perché…quello è… che è un momento di nervosismo».
ESIGENZE CAUTELARI. Sussiste il pericolo di reiterazione crimi­nosa per tutti gli indagati – sostiene la Procura – atteso il quadro allarmante dei reati scritti agli stessi e del reticolo di tra­me illecite in cui essi sono stabilmente in­seriti. Va sottolineato come dagli atti inte­grativi depositati dal P.M. in data 12-11-’09 risulta per esempio che verosimilmente il Postiglione seguita a tramare per pilotare gli esiti delle partite (dichiarazioni rese dal­l’allenatore Eziolino Capuano in data 29-9­’09)”.

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