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Calcioscommesse: si indaga anche su Potenza-Cosenza (0-2)

Tuttavia pare che questa volta si tratti del vecchio totonero, quello gestito dalla malavita. La Digos cerca di capire cosa sia successo intorno a quella partita.

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La prima pagina dell’edizione lucana

Il Vaso di Pandora è stato aperto. Questa è l’unica cosa certa. Stavolta le indiscrezioni arrivano da “Il Quotidiano” nella sua edizione della Basilicata (a fianco vi mostriamo la prima pagina) e della Calabria. Fabio Amendolara, l’autore dell’articolo, sottolinea che le sue fonti non parlano di calcioscommesse ma di totonero, “il vecchio totonero, quello gestito direttamente dalla malavita“. Tuttavia su Potenza-Cosenza 0-2, sempre secondo la fonte del giornalista quotata 11-1, Amendolara scrive che “non si tratterebbe di una partita fatta, ma di certo quella che ha portato al cortocircuito“. Sì, perché da quella gara in poi Postiglione si nascondeva e che fosse caduto in un brutto giro era palese. La Digos si sta soffermando con intersse sulla settimana che va dalla partita con il Cosenza  alla sua scomparsa. In occasione del posticipo televisivo, il patron non si presentò allo stadio e il martedì seguente denunciò pubblicamente di aver subito minacce (sms, murales sotto casa, una testa di porco nella sua automobile) in conferenza stampa e che non voleva più saperne del gioco del calcio. Poi di lui si perdono le tracce fino all’arresto. Come mai? Gli inquirenti vogliono capirne le motivazioni. “E, soprattutto, si è ripetuto, nella partita con il Cosenza, l’inconveniente di Atalanta-Livomo? Anche in quel caso qualcosa andò storto. e il presidente ragazzino perse i cinquemila euro che aveva puntato sulla vittoria del Livorno che giocava fuori casa con l’Atalanta nel campionato di serie A 2007-8008. Vinse l’Atalanta grazie a un bel gol in pallonetto di Simone Padoin, che venne poi attaccato dai giocatori livornesi e con particolare veemenza dai gemelli Filippini” si legge ancora nel pezzo de “Il Quotidiano”. I Carabinieri del capitano Milone poi specificano che “L’aspetto prettamente sportivo, analizzato durante tutte le indagini ha forse presentato profili maggiormente inquietanti, considerando il fatto che è stata sostanzialmente provata l’idea di un calcio professionistico completamente alterato da logiche delinquenziali e da interessi inquinati. Perno centrale e leva determinante dell’imbroglio calcistico è l’illecita mediazione di Luca Evangelisti (alias Capa di bomba, che sarà sentito domani nell’attesissimo interrogatorio, ndr), consulente sportivo del Taranto calciosino al novembre del 2007 e passato nel gennaio del 2008 al Martina Franca». Il pm Basentini, invece, rivela: “Esistono nel panorama del calcio professionistico ambiti e spazi in cui staff tecnici e dirigenti sportivi delle società di calcio si dedichino a obiettivi illeciti, certamente slegati dalla dinamica delle leggi sportive, conseguiti attraverso l’alterazione e il condizionamento del risultato sportivo, al fine di orientare l’andamento di un campionato e della corrispondente classifica, Cosa ancora più grave è che questa logica delinquenziale venga applicata anche al fine di influenzare ifl gioco delle scommesse sportive per conseguire facili guadagni”.   (cosenzachannel.it)

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