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Taranto, confermato Brucato. D’Addario imita Lotito con la “lista dei cattivi”

Taranto, confermato Brucato. D’Addario imita Lotito con la “lista dei cattivi”

Il patron è pronto ad un’epurazione storica. I risultanti altalenanti della squadra rendono il clima infuocato. “Ci sono giocatori che ostruiscono il nostro progetto di andare in serie B. Ma noi ci andremo lo stesso. Chi non vorrà andar via parteciperà soltanto agli allenamenti”. E per ora “clemenza” al tecnico.

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Il presidente del Taranto, Enzo D’Addario (foto tuttosporttaranto.com)

Mister Brucato confermato. Si pensava ad un’altra panchina in bilico e invece, almeno stando alle parole del presidente del Taranto, Enzo D’Addario, l’allenatore può dormire sonni tranquilli. Certo, i pugliesi dovranno cercare ugualmente di invertire la rotta. Perché in alcuni casi la pazienza ha un limite. Ed allora, prima che il presidente ci ripensi, la squadra pugliese vuole approfittare della “clemenza” per darsi uno scossone. Ma la “clemenza” non è stata certo un modo per stemperare gli animi. Anzi, D’Addario nel riconfermare mister Brucato ha lanciato una toccatina ai giocatori. “Tre settimane fa volevo ridimensionare la rosa perché volevo che in campo ci andasse solo chi è convinto e chi sta dalla nostra parte  – ha affermato il patron su Blunote.it -. Evidentemente mi sono sbagliato e devo riprendere in considerazione questa eventualità, poiché la mia sensazione è che ci sia qualche giocatore che non è d’accordo col nostro progetto di andare subito in Serie B. Questo Taranto non mi rappresenta per niente, né con i risultati e né, soprattutto, con il gioco: io voglio vedere una squadra viva che quando scende in campo combatta e si diverta a giocare. Ma tutto questo non lo vedo. Il mio programma, comunque, non cambia. Posso assicurare che noi andremo in Serie B. Ci sono dei calciatori che hanno capito che aria tira e altri che non l’hanno capito. A questi ultimi lo spiegherò bene in settimana, perché le cose io non le mando a dire. Evidentemente ci sono alcuni giocatori che non sono da Taranto. Giocherà chi dimostrerà di voler restare per dare l’anima in campo, condividendo il nostro progetto. Chi non lo condivide andrà via. Chi non vorrà andar via e non lo condividerà parteciperà soltanto agli allenamenti, senza scendere in campo la domenica”. Sembra quasi di risentire Lotito, presidente della Lazio, in riferimento al caso Pandev o Ledesma. Roma e Taranto, due città distanti ma con due presidenti che sembra assomigliarsi molto. Sta di fatto che il patron pugliese non consente più passi falsi a nessuno. Compreso il tecnico. “Dopo questa riconferma è chiaro che d’ora in avanti non dipenderà più dai calciatori, ma dall’allenatore. Insomma, la quadratura del cerchio dovrò pur trovarla”. Quasi a dire: un colpevole ci dovrà pur essere…a Brucato l’ardua sentenza. (Gianpaolo D’Elia)

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