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Danti: “Resto fino a giugno. Poi si vedrà”

Danti: “Resto fino a giugno. Poi si vedrà”

Il furetto di San Giovanni in Fiore parla di mercato: “Sarà compito della società decidere se cedermi o meno. Per quanto mi riguarda preferisco restare concentrato sul”obiettivo fissato dal direttore Mirabelli”.

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Domenico Danti (20) in azione

E’ l’oggetto del desiderio di diversi club importanti. Stiamo parlando di Domenico Danti (20), attaccante del Cosenza, valutato dal diggì Mirabelli un milione di euro. Su di lui hanno messo gli occhi tanti club prestigiosi. E il giocatore, dalle colonne del Quotidiano, non nasconde la sua felicità. “Sono contento che si interessino al sottoscritto squadre di seria A e serie B. Al tempo stesso, però, devo restare concentrato per fare bene. Spero di restare e sarà così, poi a giugno quello che deciderà la società per me andrà bene”. Di sicuro la sua cessione, anche se a giugno, sarà tutt’altro che indolore per un ragazzo appena 20enne osannato dalla tifoseria rossoblù. “Sin dal primo momento i tifosi mi hanno amato, e io amo loro. Questa maglia poi la adoro. Le mie non sono frasi fatte. Dico quello che sento”. Di sicuro giugno è ancora lontano. C’è tutto un girone di ritorno da disputare con il Cosenza in Prima Divisione. Sedici gare che diranno quanta è la voglia dei silani di raggiungere l’obiettivo promozione. “Sarebbe meraviglioso, tre anni e tre promozioni – sottolinea Danti -. Noi ci crediamo e anche il direttore ci crede, sono fiducioso. Poi guardando bene non ci sono grandi squadre in questo campionato dove possiamo dire la nostra». A scoprirlo è stato Giovanbattista Orlando, suo compaesano, ma a lanciarlo sin dal primo momento è stato il suo mentore Mimmo Toscano. “Il mister mi ha cresciuto, sin dai tempi del Rende. Tra noi c’è un rapporto splendido. Con lui ho fatto tanti ruoli: esterno, centrocampista, attaccante. E docunque ho sempre cercato di dare il massimo”. Doppio salto dalla D alla Prima Divisione. Ancora Danti. “Rispetto all’anno scorso, se devo essere sincero, si è sentita di più la differenza quest’anno. In Prima Divisione c’è più tecnica, le squadre sono ben organizzate. Insomma, è tutta un’altra cosa. E poi si incontrano società che hanno giocatori di un certo spessore oltre che una storia”. Danti si congeda confessando quello che è il suo idolo calcistico. “Se proprio devo dirne uno, dico Kakà. E’ un mito ed un esempio sia dentro che fuori dal campo”. (co.ch.)

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