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Cosenza tra presente e futuro

Cosenza tra presente e futuro

Lucida analisi sulla campagna acquisti/cessioni portata avanti dai rossoblù. La prudenza di Carnevale e gli azzardi di Mirabelli non cambiano l’obiettivo serie B.

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Il direttore generale Massimo Mirabelli

Il mercato del Cosenza non è stato gradito dai tifosi che si aspettavano rinforzi di un certo tipo per la loro squadra. La società ha sottolineato che calciatori migliori di quelli già presenti in rosa in giro non ce n’erano, ma probabilmente ha omesso di sottolineare “a costo zero”. I rossoblù non sono il Pescara, non sono il Taranto, nè tantomeno il Verona che ha potuto permettersi di pagare la comproprietà di Di Gennaro (un gol e un assist al bacio in due partite) 370mila euro al Gallipoli. Scelta giusta quella del presidente Carnevale e dei suoi soci perché  con i bilanci non si scherza. Il Cosenza non naviga nell’oro e la continua apertura verso imprenditori di ogni genere, conferma che raggiungere la serie B è un obiettivo primario dal punto di vista economico. Restare in Prima Divisione significherebbe un possibile ridimensionamento degli obiettivi. Carnevale è stato chiaro sin dal suo primo giorno sulla poltrona più importante del club. A chi è andata male per ora è Mirabelli, il quale però c’ha messo la faccia quando nessuno voleva sbilanciarsi. Ha giocato a poker, in mano aveva anche buone carte e la puntata era quella giusta. Ma quando non ne dice, è inutile. La scorsa estate parlò di salvezza come unico obiettivo da perseguire, salvo spostare il traguardo ad una generica promozione dopo gli innesti di Fiore e Biancolino. Dopo un iniziale periodo di appannamento le cose tra alti e bassi iniziarono a girare per verso giusto tanto da spingerlo ad indire una conferenza l’ultimo giorno dell’anno per spronare l’ambiente: “Il Cosenza mira al primo posto, abbiamo le carte giuste per superare il Verona”. Già, le carte. Ma il poker è una brutta gatta da pelare quando la fortuna non ti sorride. Mirabelli intuisce la cosa e s’innervosisce. A Verona il Cosenza domina, ma perde. Domenica scorsa l’addio, poi, ai sogni di primato. E il mercato? Quello era in uscita si dirà, perché la rosa era già abbastanza ampia e, tuttavia, lo è rimasta. Il timore è che (anche senza volerlo direttamente) il Cosenza non si sia rafforzato e che gli obiettivi, dopo aver fatto cassa con Danti, siano stati tacitamente ridimensionati. Lo si pensava pure del Crotone un anno fa (che diede via i pezzi migliori puntando su una serie di ragazzi), ma il ds Ursino e Checco Moriero fecero un capolavoro.   (co. ch.)

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