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Abbondanza in difesa, Toscano adesso ha l’imbarazzo della scelta

Abbondanza in difesa, Toscano adesso ha l’imbarazzo della scelta

Il cambio modulo ha provocato un affollamento nel reparto arretrato. Di Bari non ha demeritato e si candida a diventare il terzino titolare dell’undici rossoblù.

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L’ultimo acquisto rossoblù Scognamiglio

L’unico acquisto del mercato invernale, Petrocco a parte, è stato Gennaro Scognamiglio. L’ex difensore del Crotone è uno stopper classico, con il fisico imponente e con un carattere forte. Contro l’Andria ha fatto il suo esordio e sebbene sia stato espulso, non ha demeritato. E’ stato presentato come il rinforzo giusto per una retroguardia che con i tre dietro faceva acqua da tutte le parti. Mancino naturale, adesso che le cose sono profondamente cambiate a livello tattico, rischia di fare panchina. “Non lo vedo da terzino” ha detto ieri pomeriggio Toscano chiudendo la porta sin da subito ad un suo utilizzo in posizione laterale e in effetti, vedendo quelle  che sono le sue caratteristiche, non sarebbe proprio il caso di fargli fare su e giù sulla fascia. In mezzo però ci sono due mammasantissima come Porchia e Fanucci e sul valore dei quali non si discute. Inoltre, a differenza di Scognamiglio, sono di proprietà del Cosenza: particolare non di poco conto. Di certo Toscano farà giocare chi in allenamento dimostrerà di essere più in palla, ma che nel ruolo di difensore centrale ci sia una certa abbondanza ora è un dato di fatto. Di Bari ha operato bene sulla corsia mancina e l’esperimento può essere ripetuto in virtù del fatto che bloccare un uomo alle spalle di Maggiolini, non sarebbe affatto una cattiva idea. Dando per scontato che Musca e Amico partano indietro rispetto ai loro compagni, quale potrebbe essere allora la soluzione migliore? Dare fiducia a due marcatori che giocano assieme da inizio campionato seppur in uno schema differente, o inserire muscoli e centimetri laddove spesso si sono lamentate carenze evidenti sui calci piazzati (vedasi la trasferta Ravenna su tutte)? Il tecnico rossoblù ha due settimane di tempo per trovare la soluzione all’enigma.  (co. ch.)

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