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Il gatto e la volpe. “Incompatibili” ieri, uniti oggi

Il figlio dell’ex presidente, ieri pomeriggio, ha seguito la partita dalla sede. E dopo il “botta&risposta” dell’estate scorsa ritorna il sereno tra i Pagliuso e il Cosenza calcio.

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Luca Pagliuso ieri al San Vito

Ricordate l’intervista di qualche mese fa (clicca qui) quando Luca Pagliuso parlò del suo rapporto ormai deteriorato con Mirabelli? Il figlio del vecchio patron disse in una intervista  che “con Mirabelli siamo incompatibili adesso che è estate, poi intorno ad ottobre cambierà tutto: da anni è sempre la stessa storia”. Il tutto fu una conseguenza ad un’intervista rilasciata qualche giorno prima proprio dall’attuale direttore generale del Cosenza. Sta di fatto che, quello che ieri era un rapporto teso, oggi è amorevole. L’altro ieri amici, poi nemici, oggi da decifrare (ma poi non tanto stando a quanto sta accadendo). Catullo ed il suo “Odi et amo” rispecchia in tutto e per tutto il rapporto tra Luca Pagliuso e Max Mirabelli. Due “ribelli” pronti a mettere in campo le loro conoscenze per cercare di costruire, chi in passato e chi oggi, un Cosenza capace di poter puntare in alto. Il gatto e la volpe (ai protagonisti chiediamo di farci sapere quale ruolo è più consono alle loro caratteristiche) pronti ad inseguirsi, quasi volessero azzuffarsi, ma che  poi a conti fatti rotolano insieme in un prato verde tra finti graffi e morbide carezze. Ecco allora che dopo la “presunta tempesta” arrivi il sereno. Da qualche settimana, infatti, la famiglia Pagliuso ha elargito un sostanzioso contributo al Cosenza Calcio che lamentava l’assenza dell’imprenditoria ed è scoppiato nuovamente l’amore. Niente più squali e avvoltoi, ma solo baci e abbracci. Ieri, ad esempio, in occasione della sfida con la Reggiana Luca Pagliuso ha assistito alla partita da quello che una volta era il settore ospiti e che ora è lo sbocco diretto della sede ufficiale del sodalizio silano agli spalti. Quasi fosse un chiaro segnale per il futuro. Ma certamente arriverà il messaggio della società a chiarire che “si tratta delle solite congetture”. A giugno sapremo. Di certo se Pagliuso era lì, ieri pomeriggio, ci sarà stato il benestare di Mirabelli. Perché al San Vito, è risaputo, non si muove una foglia senza che il diggì sappia. E soprattutto acconsenta. (co.ch.)

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