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Cosenza-Potenza: le pagelle di Alessandro Renzetti

Cosenza-Potenza: le pagelle di Alessandro Renzetti

Imbarazzante la prova della retroguardia che Toscano, inspiegabilmente, ha riproposto a tre. Da decifrare la sostituzione di Di Bari (fino a quel momento il migliore della difesa). Fiore fuori dal gioco e costretto nel traffico.

mischia_in_areaSolo insufficienze per i calciatori rossoblù

Un Cosenza imbarazzante. Toscano prepara male la gara e la squadra in campo si perde nei meandri del rettangolo verde. Nessuno capace di raggiungere la sufficienza. Il ritorno alla difesa a tre è stato un suicidio. Il Potenza ha ringraziato ed ha ripagato con la stessa moneta (all’andata finì con lo stesso punteggio di oggi ma in favore dei silani). Da decifrare la sostituzione di Di Bari, fino a quel momento il migliore dei tre difensori. Il tecnico non riesce neppure a leggere la gara. Lanci lunghi, assenza di gioco, Fiore lasciato nel traffico. Sono solo alcune cause di una disfatta che non consente, ancora una volta, quel salto di qualità tanto agognato. Il Potenza, arroccato con undici giocatori dietro la linea della palla, ha fatto la sua onesta gara. Nulla di più. Eppure il Cosenza poteva cercare di mettere in difficoltà i suoi avversari cercando di trovare sulle corsie laterali quella superiorità numerica che è venuta sistematicamente a mancare per vie centrali. Invece sia Maggiolini che Bernardi sono stati costretti all’uno contro uno con conseguente dispendio di energie che ne ha condizionato tutto l’incontro. Ma non si possono imputare a Toscano tutte le colpe. Giusto sottolineare come l’organico sia stato costruito male in sede di calciomercato. La dimostrazione è arrivata oggi per l’ennesima volta.
GABRIELI: voto 5,5. Non ha colpe. Il voto basso è dovuto purtroppo ai due gol ed al risultato finale che, per l’ennesima volta, ha ridimensionato le ambizioni del Cosenza.
BERNARDI: voto 5. E’ sempre in inferiorità numerica sulla sua fascia. Spremuto fino all’osso combina quasi nulla. Quando Toscano gli posiziona un uomo davanti (prima Scotto e poi Virga) guadagna coraggio ed anche metri di campo.
MAGGIOLINI: voto 4,5. E’ cotto. Inconcepibile che riesca a giocare tutte le gare. E soprattutto è inconcepibile proporlo con una difesa a tre. Sempre e costantemente in difficoltà oltre che a corto di fiato.
PORCHIA: voto 4. Ogni volta che viene puntato dal suo avversario viene saltato. L’ennesima ammonizione presa per fallo di frustrazione. La difesa a tre costringe anche lui a magre figure.
FANUCCI: voto 4. Un’altra gara da dimenticare. Toscano gli complica la vita proponendolo in una difesa a tre che è una groviera. Roba da restare attoniti.
DI BARI: voto 5. Il migliore della difesa e, incredibilmente, sostituito a fine primo tempo. L’unico che mantiene la posizione. L’unico che riesce a tenere testa al suo dirimpettaio. Chissà che faccia avrà fatto a fine primo tempo quando Toscano lo ha lasciato negli spogliatoi per fare spazio a Scotto.
DE ROSE: voto 5. C’è da capire se sia lui il regista della squadra. Il suo compito è rubare palloni e servirli a chi di competenza. Peccato che sia l’unico a muoversi per il rettangolo verde. E visto che i compagni non lo supportano è costretto a sopperire alla mancanza di un regista capace di portare in avanti il pallone. Logica conseguenza che i silani abbiano problemi in fase di impostazione.
MARSILI: voto 4,5. Gioca una gara nell’anonimato. Si nota solo quando si fa superare dal suo dirimpettaio che in volata confeziona il raddoppio. Doveva essere fresco e pimpante, visto che è rimasto in naftalina per mesi, ed invece è finito per perdersi nel grigiore generale.
FIORE: voto 5. Toscano lo posiziona nel traffico e lui non inizia mai a giocare. Nella ripresa viene arretrato a metà campo ma è troppo tardi. Sarebbe stato più utile spostarlo, soprattutto nel primo tempo, su una corsia laterale per permettergli di giocare più palloni. Ed invece si è perseverato tra lo stupore generale.
BIANCOLINO: voto 5. Costretto a giocare spalle alla porta. Volevo premiarlo con un “7” provocatorio perché non si può imputare nulla ad un attaccante lasciato solo al suo destino. Lotta tanto. Ma per chi e soprattutto per cosa?
DANTI: voto 5. Spaesato e frettoloso in quelle poche volte in cui è entrato in possesso palla.

ALL. TOSCANO: voto 4.
Come suicidarsi gratuitamente. Improponibile la difesa a tre con determinati giocatori. Sbaglia a preparare la partita. Ancor più grave non essere riuscito a leggere la partita in corsa. Il Potenza non era irresistibile. Per novanta minuti guardi i suoi giocatori complicarsi la vita nel campo senza battere ciglio. Contento lui…

Subentrati
:
SCOTTO: voto 5. Il suo ingresso sembra poter cambiare qualcosa. Alla briosità iniziale non fa seguito null’altro.
VIRGA: voto 5. Qualche pallone scodellato in area di rigore e qualche calcio d’angolo. Nulla più.

POTENZA
: Della Corte 6,5, Iraci 6, Langella 6,5, De Simone 6, Barbato 6, Chiavaro 6, Frezza 6, Profeta 6 (26′ st Giannusa), Prisco 5,5 (5′ st Murati 6), Catania 6, Evangelisti 7,5. A disp: Di Matteo, Saurino, Mazzetto, Giannusa, Nappello, Magliocco. All. Catalano 7 (Capuano squalificato)

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