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Toscano: “E’ il giorno più brutto da tre anni a questa parte”

Toscano: “E’ il giorno più brutto da tre anni a questa parte”

Il tecnico reggino ammette: “Il problema non è il modulo. Oggi abbiamo toppato in un momento cruciale del campionato”. E su chi lo punzecchia su un possibile esonero precisa: “Sono un dipendente della società”.

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Il tecnico Mimmo Toscano (39)

La resa del condottiero. Il Cosenza non sembra più essere il “suo Cosenza”. Oggi contro il Potenza l’ennesima perfomance da dimenticare. I fischi del San Vito a fine gara sono lo specchio di una situazione gestita male prima dai dirigenti (ad iniziare dalle dichiarazioni del diggì Mirabelli) e poi da Toscano (l’inversione di tendenza di oggi è preoccupante se si pensa che a breve inizierà un ciclo di scontri diretti). A questo aggiungiamoci una squadra costruita male ed incapace di reagire alle difficoltà che gli si pongono dinanzi. In un clima surreale, pensando ai due anni passati, il tecnico Mimmo Toscano si è presentato in sala stampa esordendo così. “Spero che questa sconfitta serva alla squadra e dia la scossa per il futuro. Come mi sento? E’ il giorno più brutto da tre anni a questa parte”. Sentore di un esonero che potrebbe essere imminente (il Presidente rossoblù Carnevale sembra aver dato l’out-out al diggì Mirabelli). Ma Toscano non si scompone. “Esonero? Sono sereno. Sono un dipendente della società”. Si rimette al volere di altri Toscano. Del resto parlare dopo una sconfitta come quella odierna è difficile. E l’allenatore ritorna anche sull’attestato della squadra che, compatta, si è presentata in sala stampa al termine della gara. “Mi ha fatto piacere che tutti sia siano presi la propria responsabilità dinanzi a tutti”. Poi, ritornando sulla gara commenta. “E’ stato difficile sfruttare oggi le corsie esterne perché eravamo statici. Purtroppo siamo abboccati nella trappola del Potenza. Ci hanno imbrigliato e noi ci siamo cascati. Errore nel disporre la difesa a tre? Il modulo non c’entra. E’ una questione di testa. Questa squadra ha qualità per centrare i play-off a patto che venga dato il 120% e non solo il 100%. L’anno scorso non eravamo i migliori eppure siamo riusciti ad arrivare primi. La squadra non mi segue? Forse sono io che non riesco a seguire loro e non loro me. Contro il Portogruaro, il Lanciano, il Foggia la squadra mi segue e oggi no. Direi che è troppo riduttivo dire che la squadra non mi segue. Quello che non capisco è che i ragazzi in settimana mi sembravano carichi e vogliosi. Secondo me la gara è stata sottovalutata (ma Porchia, a nome dei compagni, ha sottolineato il contrario; ndr) . La squadra non ha capito che treno abbiamo perso oggi. Cosa manca a questa squadra? La continuità dei risultati che negli altri anni avevamo. La metamorfosi tra Foggia e oggi? Non so spiegarla”. A chi gli chiede se il diggì Mirabelli abbia fatto visita negli spogliatoi a fine gara sottolinea. “Si, è venuto. Cosa ci ha detto? Nulla, posso dire che è con noi. Condivide questo momento con tutta la squadra e lo staff tecnico”. Chiusura che lascia poco spazio ad interpretazioni. “Questo era un momento cruciale del campionato. Purtroppo abbiamo toppato”. Segno di una resa e della fine di un ciclo? (c.b.)

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