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Pagliuso guarda avanti: “Aspetto mio padre, poi diventeremo un top club”

Pagliuso guarda avanti: “Aspetto mio padre, poi diventeremo un top club”

Il nuovo General Manager: “Il mio cruccio è quello di non essere riuscito ad andare in serie A, ci riproveremo. Sono compatibile con Mirabelli, lui resta il responsabile dell’area tecnica, io interagirò con il Consiglio d’amministrazione”.

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Luca Pagliuso, general manager

Dopo 7 anni torna a getsire il calcio cosentino in prima persona. Luca Pagliuso nuovo general manager rossoblù si presenta così, battagliero come non mai:  “Rientro, se così si può dire, pieno di intenzioni positive – afferma dalle colonne del Quotidiano –  Comunque sono rimasto a seguire le vicende del Cosenza e ora mi ha spinto la grande affezione alla squadra, una grande voglia di rivalsa, questa voglia di contribuire a riconquistare la serie B, che sette armi fa maldestramente ci è stata scippata. Non ho mai accettato questa ingiustizia e questo atto di prepotenza. Questa è stata la spinta a riavvicinarmi alla nostra squadra”. Sui programmi societari il Gm è chiaro sin da subito: “A giugno ci siederemo per lavorare a un progetto di ampliamento societario , che prevede anche il recupero di mio padre, una risorsa fondamentale per il Cosenza e qualche altro imprenditore. Vogliamo puntare alla serie A. Questo è il nostro vero obiettivo”. Su Calabria Ora invece si parla anche del rapporto con i tifosi che in passato non sono stati certo teneri con la famiglia Pagliuso. “Ho sempre avuto molta considerazione dei tifosi, sono la vera forza del Cosenza, anzi il Cosenza è un’entità che esiste grazie al suo pubblico. All’epoca non ho condiviso le loro esternazioni, ma le ho sempre rispettate continuando a lavorare sodo. Ma non mi piace parlare delpassato, ma posso dire cosa vedo adesso: quasi 120 calciatori transitati dal San Vito che giocano in pianta stabile in serie A. Stankevidus arrivò qui per 180 milioni di lire, a giugno il Siviglia lo riscatterà per 8 milioni di euro. Sono molto geloso di quantoho realizzato, i risultati sono sotto gli occhi ditutti. Ovviamente il calcio riserva anche tante delusioni. La più grande non essere andati in A”. Certo è che il Cosenza prima o poi ci riproverà. “Si parta da un dato di fatto. La Prima divisione a Cosenza è un campionato sotto-stimato come lo era la serie B sette anni fa. La piazza non accetta programmi minimi e vuole coltivare ambizioni importanti. Oggi la classifica ci vede ad un punto dai playoff, noi puntiamo a raggiungerli e poi a vincerli. Una volta tra i cadetti per forza di cosa sarà necessario programmare il salto di qualità. Non solo bisogna comportarsi da top club, ma serve averne la mentalità”. Ultimo passaggio sui dirigenti e lo staff che lo affiancherà in questa nuova avventura, a partire da una precisazione su ruolo di Mirabelli. “Massimo è una pedina importante, è un dirigente moderno ed attento: non mi priverei mai di lui. Ha già un contratto, ma a fine campionato lo prolungheremo ancora. Non entreremo in contrasto, dato che resta lui il responsabile dell’area tecnica, mentre io limiterò il mio raggio d’azione all’interazione con il Consiglio d’amministrazione. Poi Costabile diventerà una colonna dello staff medico e recupereremo anche Canonaco e Zanolini: due professionisti esemplari”. (cs.ch)

 

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