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Pagliuso: “Campionato di transizione, ora programmare e costruire società forte”

Pagliuso: “Campionato di transizione, ora programmare e costruire società forte”

Ed aggiunge: “Questa non è una squadra costruita per raggiungere la B. Chi lo ha detto ha voluto scuotere l’ambiente ma c’è bisogno di ben altro”. E su un possibile rientro del padre: “Ha fatto tanto per il Cosenza e pensa spesso di rientrare, ma le brutte vicissitudini del passato lo portano a fare un passo indietro”.

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Luca Pagliuso con De Caro (fotorosito)

Zitti tutti, la parola ora passa a Luca Pagliuso. Il general manager rossoblù, ha concesso ai microfoni di Rlb un’intervista fiume in cui ha parlato di questa annata analizzandola da tutte le angolazioni, del futuro del Cosenza e dei programmi della società silana. Il primo passo è terminare la stagione. “E’ importante in questo momento pensare a fare risultato per concludere nel migliore dei modi questo campionato di transizione. Uso questo termine perché la squadra è stata costruita per affrontare una stagione tranquilla e non per puntare alla serie B. Se qualcuno ha dichiarato che il Cosenza dovesse o potesse puntare al primato lo ha fatto per scuotere l’ambiente perché il gruppo non è pronto al salto di categoria. Da un certo punto di vista è anche un peccato vedere il Cosenza fuori dai giochi d’alta classifica perché ti sei trovato a giocarti il campionato con le migliori, ma la squadra non può sopperire alle numerose assenze, ragion per cui il calo è anche prevedibile e naturale”. Non resta quindi che centrare la salvezza e iniziare a programmare un futuro più ambizioso. Da dove ripartire? Luca Pagliuso ha le idee ben chiare. “Il primo passo verso una società che possa puntare in alto è creare delle basi solide. Per farlo non escludo l’idea di creare un gruppo di imprenditori disposti a spendere soldi e tempo per questa squadra ma spesso sento dire che la classe imprenditoriale ama i colori rossoblù mentre la realtà parla di un disinteresse palese nei confronti del Cosenza. In tanti si fanno avanti con dichiarazioni altisonanti ma poi non fanno altro che vedere la partita magari anche senza pagare il biglietto e criticare l’operato altrui. A noi tocca quindi, realizzare una società con basi solide e idee chiare ed è realizzabile trovando gli elementi giusti e magari un personaggio a capo che possa dirigere questo pool”. E se al vertice andasse Paolo Fabiano Pagliuso? Il general manager prova a fugare i dubbi. “L’amore che mio padre ha mostrato per questa squadra non sto qui a ribadirlo. Ha fatto grandi cose ed ha risposto sempre presente quando il Cosenza è stato in difficoltà. Una persona che vive il calcio con la sua passione pensa sempre ad un possibile rientro ma le vicissitudini che lo hanno visto protagonista lo portano a fare sempre un passo indietro quando si vengono a creare i presupposti per un riavvicinamento”. Quali saranno i quadri societari del futuro è ancora da verificare mentre sul lavoro svolto finora, Pagliuso ha le idee chiare e non perde l’occasione per esprimerle. “Questo gruppo ha fatto benissimo perché in tre anni ha vinto due campionati ed ha chiuso in maniera splendida la terza stagione. Non dimentichiamoci che il Cosenza è settimo ed ha alle spalle compagini che hanno basi economiche più ampie e più esperienza. La nostra squadra ha giocato alla pari con le prime in classifica, formazioni che comprano calciatori di categorie superiori senza problemi ed hanno budget importanti. Tutto ciò rende onore all’operato di una società alla quale non vanno fischi ma tanta riconoscenza”. Che in seno ai vertici del club rossoblù ci saranno movimenti appare cosa assai probabile mentre alla guida dei lupi tutto potrebbe restare come è. La scelta di Glerean non è avvenuta a caso anche se Luca Pagliuso, nel confermare praticamente il tecnico, ribadisce di non essere stato lui a sceglierlo. “Non possiamo ancora valutare il lavoro del nostro tecnico perché è difficile affrontare un momento importante della stagione con 6 o 7 titolari fermi ai box. Sappiamo bene che Glerean ha allenato squadre importanti ed ha centrato diverse promozioni, ragion per cui siamo consapevoli di avere in panchina un professionista preparato e vincente. Inoltre è un tecnico “da progetto” e con lui si può programmare un futuro roseo. Le decisioni verranno prese quando saremo seduti intorno ad un tavolo, così come è successo quando lo abbiamo scelto. Non è vero come leggo spesso, che sono stato io a portarlo a Cosenza perché viene da se che quando individui un mister preparato senza squadra, provi subito ad affidargli i tuoi progetti”. Primo passo quindi, affidare ad un tecnico vincente, una squadra in grado di arrivare prima in classifica. Quest’anno la rosa rossoblù ha palesato evidenti limiti e a chi chiede in quanti sono da riconfermare, Pagliuso dimostra di non avere dubbi. “In questa stagione la dirigenza ha puntato ad un campionato di transizione e sono stati presi giocatori forti ma non è stato costruito un gruppo in grado di ammazzare il campionato. E’ normale che se vuoi fare questo devi rivedere anche gli uomini che mandi in campo e fare uno sforzo in più”. Non si tira indietro Pagliuso, neanche quando gli si chiede se siano veritiere le voci di un contatto con mister Moriero. “Partiamo da un punto fermo. Il Cosenza ha bisogno di un buon allenatore ed è normale che Moriero lo sia. Noi però un tecnico preparato lo abbiamo in casa quindi non vedo perché si debba guardare altrove. Glerean è un vincente e nel calcio se vuoi vincere devi avere si un buon mister, ma devi anche affidargli un gruppo valido altrimenti non vai da nessuna parte”. Progetti importanti ed idee chiare. Visione a trecentosessanta gradi dei programmi da attuare anche per il settore giovanile. “La società in due anni ha avuto il compito di riportare il Cosenza in alto e lo ha fatto, però giustamente non ha potuto curare dettagliatamente altri fattori. Il vivaio rappresenta molto sotto diversi punti di vista e questo tipo di risorse vanno ampliate e coltivate”. Chiusura dedicata al rapporto con Massimo Mirabelli. “Ho letto che dopo le piccole schermaglie del passato qualcuno ha messo in discussione il mio rapporto con il direttore. Lui forse ha anche sbagliato perché quando noi abbiamo deciso in estate di non esporci, probabilmente non la ha presa bene, venendo fuori con qualche uscita infelice. Ciò non toglie che abbiamo un rapporto cristallino e di grande stima e i fatti parlano chiaro. E’ un professionista serio, preparato ed ha fatto grandissime cose per il Cosenza dimostrando sempre le sue capacità”. (Francesco Palermo)

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