Tutte 728×90
Tutte 728×90

Braglia: “La panchina del Cosenza? Mi piacerebbe ed ho voglia di vincere”

Braglia: “La panchina del Cosenza? Mi piacerebbe ed ho voglia di vincere”

Il tecnico toscano non si nasconde: “Se la società vuole io sono disposto a parlarne e che mi si dica a chiare lettere cosa si vuole da me ed io centrerò quell’obiettivo”. E manda messaggi al suo ex presidente D’Addario (Taranto): “Chi troppo vuole nulla stringe”.

mister_braglia

Il tecnico toscano Piero Braglia (55)

Una stagione travagliata iniziata a Taranto e finita a casa a godersi le domeniche dinanzi alla televisione. Il 2009 di Piero Braglia (55) non verrà di certo ricordata come l’annata migliore del tecnico di Grosseto. Nel 2010 la speranza è di potersi riprendere una rivincita su D’Addario (presidente del Taranto) che, forse maldestramente, gli ha dato il benservito con troppa facilità. L’allenatore toscano è intervenuto questo pomeriggio durante la trasmissione Balla coi Lupi in onda su Rlb. Un’intervista maratona, durata più di mezzora, in cui Braglia ha parlato a 360 gradi ed anche di un suo possibile arrivo a Cosenza. Innanzitutto il campionato.  “Sorpreso dalla favola Portogruaro? E perché mai! Se semini bene raccogli e, in tutta sinceritò, sono contento che in serie B sia andata una squadra che ha speso poco e bene”. Ora il discorso promozione si gioca ai play-off. Su chi seguirà in serie B il Portogruaro, Braglia non ha dubbi. “Dico Pescara. Mentalmente è fisicamente è la squadra che sta meglio. Il Verona ha speso tanto sotto il profilo mentale e delle energie ed è probabile che, questo finale shock, si ripercuota sui play-off. Certo, Vavvassori cercherà di riprendere proprio sotto il profilo psicologico la squadra scaligera. Ma ad oggi, ripeto, dico Pescara ed anche in virtù di una posizione di classifica migliore”. Inevitabilmente si affronta il capitolo Taranto che, nella fase iniziale del campionato, è stato diretto proprio da Braglia. “Se sono sorpreso che il Taranto non sia andato ai play-off? Beh, direi di no. E’ il solito discorso del “chi semina raccoglie”. E forse a Taranto non è stato seminato come si doveva. All’inizio dissi al presidente D’Addario che quella squadra poteva al massimo disputare i play-off. Ma qualcuno voleva andare oltre. E si sa che chi troppo vuole…nulla stringe”. Capitolo Cosenza. “Ricordo il Cosenza in Coppa Italia. Una squadra che andava a mille. Vinse meritatamente seppur fisicamente erano inferiore a noi. Tutti piccoletti che, però, correvano come matti. Strano che col tempo le cose siano drasticamente cambiate. Di certo se cambi allenatore a cinque giornate dalla fine vuol dire che non tutto gira nel verso giusto. E’ un peccato a vedere la rosa del Cosenza e a pensare che si poteva e doveva fare di più. Ma purtroppo ci sono delle stagioni che nascono male e finiscono peggio”. Chiusura dedicata alle voci che lo vorrebero tra i candidati a sedersi sulla panchina silana nella prossima stagione. “Innanzitutto dico che nessuno da Cosenza mi ha contatto. Se sono disponibile a guidare la squadra rossoblù? Ma certo, che domanda. Una piazza come Cosenza non si può rifiutare. A Cosenza si stanno facendo cose egregie e sono convinto che con una programmazione oculata si può puntare a ritornare lì dove era la squadra silana. Cosa chiedo io in cambio? Nulla se non chiarezza. Non sono uno che bada ai soldi altrimenti avrei accettato altre offerte in questi anni. Ho voglia di ritornare a fare calcio e a vincere soprattutto. Se il Cosenza vuole io sono disposto a parlarne e che mi si dica a chiare lettere cosa si vuole da me ed io cercherò di fare di tutto per arrivare a quell’obiettivo. Nella mia carriera ho cercato sempre di far dare il massimo alle mie squadre e di raggiungere gli obiettivi che mi erano stati dati. Per fortuna, fino ad ora, ci sono sempre riuscito tranne nella mia ultima esperienza”. E poi una stoccata. “Il Portogruaro deve essere da insegnamento. Non sono i soldi che consentono di vincere. Ho voglia di rimettermi in sella e far parte di un progetto importante. I giovani? Sono fondamentali. Ultimamente ho visto molte gare di settore giovanile e ci sono giocatori del ’91 che potrebbero tranquillamente fare la differenza in queste categorie. Mi viene in mente un esterno dell’Empoli che credo farà molta strada. Chi vorrà puntare su di me nella prossima stagione sappia che ho voglia di vincere e non mi fa paura allenatore 10-12 giovani di belle speranze. Le sfide mi sono sempre piaciute. Se Cosenza sarà vorrà dire che arriverò cosciente di dover fare bene in una piazza che da sempre ha mostrato grande calore e affetto per la propria squadra”. (Carlo Bilami)

Related posts