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De Rose: “Ecco perchè sono lontano dalla società”

De Rose: “Ecco perchè sono lontano dalla società”

Il presidente di Confindustria Calabria risponde a Iannucci: «Per partecipare ad un progetto bisognerebbe essere coinvolti nei processi decisionali… Ormai ci mettono davanti solo ai fatti compiuti»

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De Rose, presidente di Confindustria

In merito all’appello dell’amministratore delegato Iannucci, questa mattina su Cosenza sport è apparsa anche la risposta di Umberto De Rose, presidente della Confindustria Calabria e socio al 10% del Cosenza calcio. Un’intervista che sembra tanto una risposta immediata all’ultimatum di Iannucci ai soci.
Presidente De Rose, l’amministratore delegato del Cosenza calcio Francesco Iannucci ha dato un ultimatum a tutti i soci del Cosenza…
«Ah sì, e che dice?»
Che vi vuole tutti presenti il prossimo 4 giugno… Venerdì. Alle ore 18… Ma lei perchè da un po’ di tempo è lontano dalla società?
«Perchè la situazione è cambiata. Quando io e Franco Salerno siamo entrati c’era un determinato tipo di società. Chianello deteneva la maggioranza e ci aveva chiesto una collaborazione rendendoci partecipi di quello che accadeva all’interno della squadra e quindi dei processi decisionali. Poi è entrato Carnevale… Prima con il 20% e successivamente acquisendo anche le quote di Pino Chianello. Ora mi sembra che le abbia divise equamente con Luca Pagliuso. Mi sembra evidente che le cose non stiano più come prima…».
Questo significa che lei si ritiene fuori dalla società rossoblù?
«Guardi, per partecipare ad un progetto bisognerebbe essere coinvolti nei processi decisionali. Le ho appena detto che prima io e Franco Salerno eravamo coinvolti nelle decisioni importanti. Per cui partecipavamo, sia pure non assiduamente, alla vita della società. Da tempo non è più così…».
Cosa si sarebbe aspettato da Carnevale?
«Avrei gradito quantomeno essere informato su determinati passaggi e non solo messo davanti a un fatto compiuto con la firma della rinuncia al diritto di prelazione… Perchè poi è fin troppo facile venire a chiedere aiuto quando servono i soldi…».
Quindi non c’è spazio per nessun tipo di ripensamento?
«Le spiego nel modo più semplice possibile quella che è la mia posizione. Se ci sono due soci che detengono praticamente la totalità delle quote (Giuseppe Carnevale e Luca Pagliuso controllano insieme il 73% del Cosenza calcio 1914 srl, ndr), mi sembra del tutto marginale il contributo che può venire da me e da Franco Salerno, che deteniamo due piccole quote del 10%. E, anzi, mi chiedo perchè ci sia tutta questa insistenza nei nostri confronti, dal momento che in una eventuale ricapitalizzazione toccherebbe quasi esclusivamente a loro dover sottoscrivere le quote per dare il via al nuovo corso. E allora, facciano la ricapitalizzazione e stabiliscano il budget più importante per rafforzare la squadra. Eventualmente, dopo che avranno adempiuto a questo importante passaggio, potremo sempre affrontare un discorso. A patto che gli interessi ancora…». (co.ch)

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