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Squash, impresa della Piquè che conquista la serie A

Alle finali dei Campionati Italiani assoluti a squadre di squash, La Piquè di Rende riesce nel salto di categoria nella massimo torneo nazionale.

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La consegna della coppa al presidente Toscani

Impresa della squadra del presidente Francesco Toscani la Piquè Metropolis di Rende centra a Riccione nelle finali nazionali dei campionati a squadre il prestigioso obiettivo di fare parte del prossimo campionato Italiano di serie  A nel prossimo anno. Il quartetto rendese capitanato da Salvatore Speranza, Riccardo Santagata e potenziato dagli acquisti del sudafricano Sean Wilkinson e dall’inglesina Lorna Russell dopo aver passato le fasi interregionali durante l’anno a Rende e a Bari, aveva centrato nelle semifinali nazionali a Firenze l’accesso alla finalissima di Riccione. Presso il centro federale FIGS della cittadina romagnola arrivavano le prime 12 formazioni tra le circa 100 società tesserate in Italia ed ognuna di esse oltre all’obiettivo di poter conquistare lo scudetto 2010 aveva anche la necessità di piazzarsi nelle prime otto, poichè dal prossimo anno la federazione Italiana giuoco squash varerà un’altra formula dei campionati a squadre, non più quelle dei gironi ad eliminazioni aperti a tutti ma un vero campionato di serie A con 8 squadre ed un parallelo torneo di serie B aperto a tutte le altre squadre (oggi Coppa Italia) con due retrocessioni e due promozioni. Entrare nelle prime otto formazioni per la Piquè non era per nulla semplice, in quanto il campionato a squadre assoluti è da sempre la più importante manifestazione di squash dell’anno e diverse società investono tanto soprattutto in termini economici, visto che la formula da la possibilità di potenziare una squadra con 2 giocatori stranieri. Pertanto chi ha più potenza economica può spadroneggiare sul mercato ed ingaggiare i migliori protagonisti stranieri sul mercato. Così come purtroppo capita da sempre per le società del nord Italia le quali rimangono sempre avvantaggiate rispetto a quelle del centro-sud, proprio in virtù  di una maggiore forza economica. In tal modo Parma ha acquistato una leggenda dello squash mondiale il canadese Jonathon Power, e così via tutte le altre società, Reggio Emilia l’australiano Jonathan Kemp, Torino la pluricampionessa del mondo Sarah Fitzgerald, Bologna l’inglese Robert Downer, Riccione il gallese David Heath, Bari il brasiliano Humberto Henrique, la squadra del presidente Toscani invece con oculatezza è riuscita ad assicurarsi i suoi due stranieri che non avevano nomi altisonanti nello squash professionistico ma che alla fine hanno ripagato alla grande in termini di risultati. Nella tre giorni riccionese, la Piquè stretta in un girone di ferro composto dalle corazzate Firenze e Riccione veniva estromessa dal tabellone principale, ma rimaneva tuttavia in lista per assicurarsi uno degli otto posti disponibili per poter partecipare alla massima serie nel 2011, pertanto andava avanti e domenica mattina si scontrava nella finalina per il settimo posto con l’altra unica squadra del sud la formazione barese. I 4 incontri composti ognuno da tre set da 15 punti, tra le due squadre alla fine consegnavano la schiacciante vittoria e di conseguenza il prestigioso 7° posto alla squadra calabrese per 162 a 123.

Purtroppo il diritto alla promozione in serie A rimane a rischio , purtroppo è di questi giorni la non felice notizia che la Provincia di Cosenza, istituzione da sempre vicina in qualità di sponsor alle società sportive cosentine, il prossimo anno a causa di problemi di bilancio sembra aver deciso di non poter più supportare lo sport e le società locali. Questa condizione che metterà in difficoltà le società professionistiche, tipo il Cosenza calcio, lascerà totalmente in ginocchio le altre piccole realtà sportive dove un modesto contributo serviva a fare andare avanti un’intera stagione. Sperando che la giunta Oliviero si ravveda di questi tagli e che dia la giusta importanza al settore sportivo a Cosenza e provincia, in attesa ci consoliamo se piccole società con pochi mezzi ma probabilmente con dirigenti capaci, come la Piquè di Rende riescano ad ottenere traguardi così prestigiosi.

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