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Una, nessuna, centomila: tutte le posizioni del Cosenza Calcio

Una, nessuna, centomila: tutte le posizioni del Cosenza Calcio

In un periodo di grande confusione tutti si sentono autorizzati a divulgare il proprio pensiero (anche stando in silenzio). Il club ne esce senza una posizione unitaria.

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Pagliuso jr e il patorn Carnevale

Siamo davvero al paradosso, oppure dinanzi a dirigenti talmente furbi da confondere le acque. In quest’ultimo caso ci sarebbe semplicemente da togliersi il cappello e stringere loro la mano perché stanno realizzando un capolavoro di strategia. La primavera 2010 sarà comunque ricordata perché da Viale Magna Grecia sono arrivate mille dichiarazioni, una in contrasto con l’altra, che hanno reso il quadro della situazione talmente ingarbugliato che più non si può. L’ultimo caso risale a ieri. Carnevale da un lato parla di trattativa a buon punto con il gruppo di Oliverio, dall’altro Pagliuso stamattina annuncia lo stop delle contrattazioni. Ma come? Entrambi erano seduti allo stesso tavolo, possibile che uno dei due abbia capito fischi per fiaschi? No, perché c’è chi ama bluffare e i fatti (da qui ad un paio di giorni) dimostreranno chi. Poi c’è la storia di Iannucci che ormai è diventato prima donna a tutti gli effetti. Con naturalezza compare in tv, interviene in radio e dispensa pareri. Carnevale ieri pomeriggio gli ha messo un freno mandandolo al tappeto: “Non è un socio – ha detto – Qui le decisioni le piglia chi mette i soldi, non chi rilascia commenti gratuitamente e parla di aria fritta”. Al presidente, inoltre, non sarà piaciuta la telefonata che avrebbe fatto ad Oliverio e riportata questa mattina da Calabria Ora. “Iannucci pare che nei giorni scorsi abbia chiamato Paolo Oliverio e avrebbe sconsigliato all’immobiliarista romano di prendere le quote di maggioranza” ha rivelato il giornale a margine del racconto delle bacchettate radiofoniche. Nel calderone va inserito anche Mirabelli che con il suo silenzio assorda più di quanto creda. Quando ritroverà la parola, dopo aver risposto ad una serie di domande rimaste a metà e riguardanti la scorsa stagione, ci darà anche la sua versione dei fatti, assolutamente indispensabile visto la carica di direttore generale che ricopre da tre anni, e spiegherà il perché si sia cucito la bocca. Riprendendo il filo del discorso, un’ultima battuta che si ferma a metà strada tra l’ottimismo ed un’osservazione sagace. Nel gioco delle tre carte dove occorre nascondere per forza di cose quella vincente, si stagliano anche le dichiarazioni riguardanti “una squadra giovane con qualche innesto di qualità”. Il quasi certo ingaggio di Toscano lascerebbe pensare a questo, ma chi ci scommetterebbe su anche solo un centesimo? Una, nessuna, centomila versioni danno adito ad ogni pensiero… anche a quelli proibiti.   (co. ch.)

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