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Perugini: “Una base societaria allargata mi vedrebbe solidale”

Perugini: “Una base societaria allargata mi vedrebbe solidale”

Il sindaco di Cosenza da Roma dice la sua sul particolare momento che attraversa la dirigenza rossoblù. “Toscano? Ha fatto bene, credo sia una buona scelta”.

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Il sindaco Perugini, tifosissimo dei Lupi

E’ un Perugini che come al solito non si sbottona, non tradendo il suo ruolo istituzionale e la sua formazione politica. Da Roma, dove si trova per la protesta dell’Anci contro i tagli del governo ai comuni (“Se approvati – dice – sarebbero una catastrofe”) tocca l’argomento Cosenza Calcio. “Ho avuto un incontro informale con Pagliuso e Carnevale che mi hanno prospettato alcune soluzioni. Li ho invitati ad andare avanti e a scegliere quelle migliori. Devo essere onesto a dire che da parte loro ho riscontrato la massima disponibilità”. Negli ultimi giorni non si parla altro che dei movimenti che interessano l’organigramma dirigenziale. “Si vorrebbe allargare la platea dei soci per rafforzare la compagine dirigenziale a quanto ne so io. Sono in atto una serie di incontri e sono sicuro che centreranno ciò che è bene per il Cosenza. I dettagli però non li conosco. Se dovesse andare in porto  non potrei che essere felice. Negli anni ottanta cìerano contesti diversi, ma storicamente le cose migliori si sono fatte quando al timone del club c’era una dirigenza allargata. Se oggi Umberto De Rose ha possibilità di mettere intorno al tavolo un numero qualificato di imprenditori, io sarei al loro f ianco come sindaco della città. Un’ipotesi del genere, pertanto, non mi può che vedere solidale”. C’è spazio anche per un giudizio sul nuovo (cioè vecchio) allenatore. “Ho grandissima stima per Mimmo Toscano – dice ai microfoni di Balla coi Lupi su Rlb–  sia umana che professionale. La società qualche tempo fa ha ritenuto corretto esonerarlo ed era ovviamente una scelta che rispettai. So che un suo reintegro non è ancora ufficiale, ma se avvenisse mi vedrebbe felice dato che ha fatto bene. L’anno scorso si pagò lo scotto di una campagna acquisti fatta in un due-tre step, in più si viveva nell’incertezza societaria fino a rifdosso dell’inizio del torneo. Sono del’ parere che l’ossatura della squadra deve essere fatta già prima del ritiro. Nessun proclama poi, ma servirà lasciare che il campo faccia il suo corso”.  (co. ch.)

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