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Dal 1999 al 2010, i “corsi e ricorsi” storici del Cosenza calcio

Dal 1999 al 2010, i “corsi e ricorsi” storici del Cosenza calcio

La trattativa Carnevale-De Rose è il déjà vu di un film già visto, che riporta all’estate del 1999 quando in città scoppiò la querelle tra Pagliuso e Di Maro

curva_sud_col_pescinaGli ultimi avvenimenti societari del Cosenza calcio non possono che far tornare indietro la memoria. E allora viene alla mente un grande filosofo, Giambattista Vico e la sua teoria sulla storia. Era l’anno 1999 quando Paolo Fabiano Pagliuso patron, all’epoca molto criticato, del sodalizio rossoblù era in procinto di cedere la società ad una cordata con a capo un giovane ingegnere napoletano, Luigi Di Maro. Anche in quel tempo, con la città molto più partecipe di adesso, l’affare sembrava concluso. Talmente concluso che venne anche firmato davanti ad un centinaio di tifosi un precontratto con cifre miliardarie tra Pagliuso e Di Maro. Ma mentre la città festeggiava il cambio di dirigenza, successe qualcosa. Si partì come sempre dai giornali e dai soliti giornalisti amici per far insinuare nell’opinione pubblica i primi dubbi su questa operazione. Si generò il caos, con il sindaco Mancini chiamato a gran voce a fare da tramite tra le parti.  Risultato? Mentre Di Maro era sicuro di aver concluso l’affare tanto da contattare anche altri imprenditori, Pagliuso lavorava sottobanco per farlo saltare facendo uscire nuovi improbabili nomi di imprenditori interessati al Cosenza calcio (si narra proprio di Giuseppe Carnevale titolare della Fata autolinee) e iniziando il calciomercato con l’ingaggio del nuovo tecnico Bortolo Mutti. Alla fine non se ne fece niente con Pagliuso che si rimangiò la parola data strappando anche gli assegnio e i pre-contratti già firmati. A distanza di tanti anni sembra dunque rivivere quei giorni, a cambiare sono i personaggi. Oggi ci sono Carnevale e De Rose, ma sembra che la regia per far saltare anche quest’accordo sia la stessa di undici anni fa. Ma I “corsi e ricorsi storici“, per Vico, non sono una legge universale, ne tanto meno necessaria, però è una possibilità oggettiva. Il ricorso dice Vico ha luogo quando il dominio della ragione cade nell’astrattezza, quando si ha l’inaridimento del sapere, quando si ha la perdita della memoria del passato. Peccato, per qualcuno, che a Cosenza la memoria non tutti l’hanno persa. (Da.Ma.)

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