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Il messaggio di De Rose: “Le persone per bene rispettano gli accordi”

Il presidente di Confindustria: “Lunedì sarò pronto a chiudere la trattativa e andare nel giro di due giorni dal notaio per la ratifica. In caso contrario resterò socio al 7,5% e spulcerò tutta la contabilità”

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Il presidente di Confindustria Calabria Umberto De Rose

Dopo le esternazioni di due giorni fa del presidente Carnevale che disse: “La mia stretta di mano non significa nulla”, torna a parlare il presidente di Confindustria Calabria in procinto di tornare in città dopo il suo “giro di reclutamento soci” in giro per l’Italia. Umberto De Rose evidentemente evidentemente non ha preso benissimo le esternazioni del patron rossoblù e dalle colonne di Gazzetta del Sud risponde così: “Ho un accordo verbale con il presidente. Tra persone per bene vale più di ogni carta scritta. Carnevale non mi ha contattato per ritirarsi. Tanto più che non sono stato io a fare pressioni per rilevare il suo pacchetto societario. Semmai il patron ha affermato di voler cedere”. Il numero uno degli industriali calabresi  parla anche della prossima assemblea dei soci nella quale esporrà il suo progetto e i suoi programmi per la società silana. “La soluzione l’ho trovata. Fino a prova contraria lunedì (è fissata l’assemblea dei soci) ci sentiremo con Carnevale ed entro due giorni dovremo chiudere la pratica dal notaio. Se poi, il presidente dovesse effettuare un passo indietro, me lo faccia sapere: ho allertato diversi papabili azionisti, che dovrei ricontattare in caso l’operazione saltasse”. In questo caso estremo però De Rose non parla di un suo disimpegno dalla società anzi, lancia un monito ben preciso. “Resta il fatto  – conclude  – che, in caso di ripensamenti, resterei comunque con il mio 7,5%, interessandomi molto di più del passato e operando un controllo ferreo sulla contabilità”. A buon intenditor poche parole direbbe qualcuno. E questo perchè se andassimo a riprendere le parole pronunciate, in diretta su Rlb, dal presidente Carnevale sugli utili societari troveremmo diverse incongruenze. Il presidente infatti disse: “Abbiamo ricapitalizzato per 1 milione di euro interamente versato. E nonostante gli errori commessi durante l’anno portiamo un attivo di 1,3 milioni di euro”. Che a Cosenza 2+2 fa quasi sempre 3 e non 4, si sa bene, ma la domanda adesso è: se c’è stata la necessità di ricapitalizzare così tanto, “l’attivo” di bilancio di 1,3 milioni, che dice Carnevale, che fine ha fatto? (co.ch.)

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