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Trofeo delle Regioni. Calabria maschile: svanisce il sogno della finale 1° – 2° posto

CALABRIA – PIEMONTE: 0-2 (19-25, 15-25)
Calabria
: Topa (2 punti), Lavia (cap. 8), Scopelliti (3), Ruggiero (3), Palmieri (5), Ritacco (1), Sardanelli (L), Tonietti, Barrecca, Catania, Finizzi, Presta. All.: Giacomo Bozzo
Piemonte: Vittone (4), Picco (cap.,9), Scarrone (4), Galaverna (11), Izzo 2(), Piasco (4), Rivan (L), Cominu, Collinetti, Floris, Ghibaudo, Traversi. All.: Monica Cresta
Arbitri: Alessandro D’Argenio di Ancona e Luigi Pàsciari di Napoli
Contro un Piemonte di grandi valori (fisici e tecnici) individuali, la Calabria under 16 non riesce ad esprimersi come avrebbe voluto. La squadra piemontese, che giocava con il doppio palleggiatore (come si faceva una volta, per disposizioni delle Federazione nel Trofeo delle regioni), ha dovuto faticare assai poco,, per ottenere il lasciapassare per la finalissima di venerdì 2 luglio (ore 11:00) nel palasport di Contrada Brillìa. Alcuni suoi atleti, a cominciare dal centrale Picco e dallo schiacciatore Izzo, hanno caratura e doti fisiche di assoluto valore: ne sentiremo parlare sicuramente. La Calabria, invece, non ha praticamente giocato, lasciando via libera ai ragazzi allenati da Simona Cresta. Poco ispirato il palleggiatore, Filippo topa, rispetto al proprio standard, e assolutamente irriconoscibile il “libero” Sardanelli, sul quale va fatto un discorso a parte. Si tratta del secondo palleggiatore, utilizzato come libero grazie ad una elegante intuizione del selezionatore della squadra calabrese, Giacomo Bozzo. Però, come spesso accade, ci sono volte in cui questa è l’arma vincente (è il caso della splendida partita contro il fortissimo Veneto), ma ci sono volte in cui ciò diventa un boomerang: quando il regista titolare non è in giornata, è impossibile correre ai ripari. La fortuna, nello sport, ha la propria importanza: oggi non ha dato una mano. Purtroppo, l’impressione è stata che molto colpe le abbia avute il libero, ma era tutta la squadra ad essere poco ispirata. Il dirigente Marco Mele, a fine gara, parlava di una “paura di vincere”, seppure in tutti gli spettatori sia rimasta l’impressione che il Veneto sia più forte del Piemonte: probabilmente, quella partita resterà talmente impressa nella mente di tutti che l’alone di perfezione coinvolge anche gli avversari. Ora si resta in attesa di conoscere il nome della perdente dell’altra semifinale: nel nuovo palasport di viale dei Normanni, stanno ancora giocando Marche e Lazio. Marche favorite, ma essere “favoriti” non sempre porta bene: chiedere al Veneto cosa ne pensa. Solo due parole sugli arbitri. Partita facile da gestire, ben diretta complessivamente, ma con un piccolo dubbio: le varie invasioni a rete fischiate durante i due set non sempre sono apparse chiarissime, alla luce dei nuovi regolamenti, secondo i quali è fallo solo quando viene toccato il nastro superiore. Alcune invasioni, dalla tribuna del palazzetto di Contrada sant’Angelo non apparivano così nette.
Sergio Lionetti – Addetto stampa TDR 2010 Calabria

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