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Paolo Fabiano Pagliuso: “Luca cammina con le sue gambe”

Paolo Fabiano Pagliuso: “Luca cammina con le sue gambe”

Il vecchio presidente del Cosenza ai tempi della serie B sgombra il campo da ogni congettura ed aggiunge: “Ad aprile chiesi a mio figlio di aspettare ancora un po’”.

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L’ex patron Paolo Fabiano Pagliuso

Ieri sera è toccato al vecchio patron dei Lupi dire la sua sull’attuale momento dei rossoblù. Paolo Fabiano Pagliuso in questi giorni ha giocato un ruolo fondamentale nel tira e molla societario, ma stavolta, contrariamente alla sua indole passionale e diretta, sceglie la strada della diplomazia. “Sono e sarò sempre il primo tifoso del Cosenza. Vado regolarmente allo stadio ma in questo momento, per i motivi che tutti conoscono, non ho il tempo per dedicarmi al calcio”. Il presidente (il titolo resterà ad aeternum, ndr) però conosce per sommi capi  quello che succede nelle segrete stanze di viale Magna Grecia. Suo figlio Luca pare non faccia mai un passo senza prima consultarlo. “Mi chiede qualche suggerimento – continua – ma consigli mai. Quando ad aprile decise di tornare ad occuparsi in prima persona del club, gli dissi che non ero tanto d’accordo. Lo avevo pregato di aspettare qualche mese ancora perché a Cosenza si fa sempre un gran parlare. Troppe voci in libertà. E a me non va affatto bene. D’altro canto so perfettamente che tiene tantissimo alle sorti del Cosenza. Ad ogni modo tengo a precisare che Luca è autonomo e responsabile delle proprie azioni. Alcuni sostengono che sia tornato in società perché dietro di lui ci sarebbe il sottoscritto. Le cose non stanno così. Mio figlio ha saputo coltivare una serie di amicizie importanti, si pensi a Zamparini, Galliani, Lo Monaco, Allegri e tanti altri ancora”. Il presente, ed anche il futuro, si chiama Carnevale che però non va d’accordo con Mirabelli. “Con Peppino ci conosciamo da una vita – dice alla Gazzetta del Sud – Essendo entrato da poco, ed avendo trovato un’azienda diversa dalle altre con spese esose che non mancano mai, ha impiegato del tempo per capirne i meccanismi. E’ un imprenditore onesto e pulito. Un signore. Sta sostenendo notevoli sacrifici. Probabilmente non si riconosce in questo mondo “pallonaro”. Dovrà comunque andare avanti fino a quando non passerà la mano. Mirabelli? Credo che possa convivere benissimo con Luca. Lo ricordo al calciomercato del 2000 quando lavorava per il Rende e mi chiedeva qualche dritta calcistica. Assieme a loro, spero che anche De Rose acceleri per far tornare il Cosenza dove me lo hanno fatto lasciare forzatamente nel 2003″. Ovvero in serie B.   (co. ch.)

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