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Carnevale-De Rose, battibecco in diretta radio

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Il presidente di Confindustria dice di non essere stato coinvolto nella decisione e azzarda la richiesta di andare dal notaio. Il patron sorvola: “Sai bene come stanno le cose, non c’è nessuna scrittura privata”.

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Umberto De Rose negli studi di Rlb

Per il secondo giorno di fila Umberto De Rose ha partecipato alla trasmissione Balla coi Lupi in onda su Rlb. Ha espresso la sua contrarietà al licenziamento di Mirabelli. “Mirabelli dimostra di essere uomo di istituzioni perché ha dimostrato attaccamento alla società a prescindere dai suoi interessi personali. La decisione del licenziamento non è stata comunicata agli altri soci, ma era necessario farlo. Necessario condividere non solo le ragioni econimiche. Si è assunta una decisione gravissima, privandosi di un uomo che ha fatto tornare tra i professionisti la squadra. Apprendo oggi l’esonero magari comunicato lunedì scorso. Non pensavo che si potesse arrivare a questa soluzione. Mirabelli è un vincente, perché toglierlo?”. Nel frattempo interviene telefonicamente anche il presidente Carnevale che spiega le modalità della separazione: “La cosa era nell’aria già dalla presentazione di Toscano e Fiore. Cercavamo di recuperare il salvabile. Mirabelli non aveva intenzione di proseguire il progetto. E’ vero, ho firmato la lettera di licenziamento e l’ho consegnata nella sua mani. E’ stato Mirabelli ad insistere affinché firmassi la lettera per ponderare bene. Noi abbiamo acconsentito. C’erano state delle avvisaglie, il disimpegno dg era lampante. Siamo fermi sul mercato, eravamo in un impasse. Lunedì sera tecnicamente Mirabelli non è stata licenziamento, tanto è vero che il giorno dopo è partito a spese nostre per Milano”. A quel punto De Rose ci riprova: “La trattativa societaria? Sono pronto ad andare dal notaio. Se Carnevale vuole cedere sue quote bisogna andare subito dal notaio perché ho idee diverse su Mirabelli. Dopo questa decisione potrei lasciare anche io perché non mi è piaciuta. Momento difficile perché si è deciso di licenziare un dirigente che meritava sostegno. Ciò mette in discussione l’assetto futuro del club”. Il presidente sorvola dicendo: “Umberto, tu sai bene come stanno le cose. Non azzardare niente perché non c’è nessuna scrittura privata”.

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