Tutte 728×90
Tutte 728×90

Clamoroso: Pagliuso lascia

Ha maturato la decisione dopo l’ennesimo attacco subito ad personam: “Preferisco farmi fuori da solo dal Cosenza anziché proseguire in questo assurdo gioco al massacro “. Si apre nuovamente una voragine in società nel bel mezzo del mercato.

pagliuso_luca

Il general manager Luca Pagliuso

Il Cosenza aveva trovato una sua stabilità, uno suo assetto, un suo equilibrio. Ma a qualcuno evidentemente non sta bene e fa di tutto per destabilizzare. Ad avviso del general manager Luca Pagliuso sono queste le motivazioni, in sostanza, con le quali ha deciso di abbandonare il Cosenza Calcio. “Il mio comunicato è chiaro e dà tante spiegazioni. La verità è che nonostante la mia ammirazione verso Umberto De Rose, sono stufo di subire attacchi da un giornalino sulla mia vita privata. Ho detto basta col calcio, basta col Cosenza. Calcisticamente parlando per me fa testo una storia con un epilogo anche disgraziato e triste. Avrei voluto ricostruire il Cosenza e riportarlo in alto, ma a qualcuno non va bene. La mia opera per il Cosenza quindi è finita. Le mie quote sono a disposizione di tutti – ha detto su Rlb – Chi ha intenzione di farlo ora ci mettesse la faccia davanti la tifoseria. Non tornerò più sull’argomento, discorso chiuso. Io non voglio creare problemi a nessuno, ma voglio che nessuno crei problemi alla mia faimglia”. Ecco invece le dichiarazioni diffuse in mattinata: “Con il seguente comunicato annuncio il mio addio al Cosenza Calcio 1914. Per l’ennesima volta, questa mattina, ho avuto il dispiacere di svegliarmi e trovare sulle pagine di un giornalino locale ennesimi e continui attacchi diretti alla mia persona. Bene, se l’intento era quello di mettermi nelle condizioni di andar via, ci sono riusciti. Preferisco “farmi fuori” da solo, anziché proseguire in questo assurdo gioco al massacro dove ormai sono io l’unico bersaglio. Com’è noto, da circa 4 mesi ho dato al Cosenza calcio tutto me stesso, ho profuso nell’attività societaria il mio totale impegno per l’amore incondizionato che da sempre nutro verso questi colori. Ora basta, però. Quel che è troppo è troppo. In questo periodo ho cercato di costruire un Cosenza nuovo, un Cosenza che potesse rispecchiare la forza, le ambizioni, i desideri della sua grande tifoseria. Avrei voluto edificare un Cosenza capace di tornare al più presto in quella categoria da cui, nel 2003, fu maldestramente e ingiustamente estromesso. Il mio sogno era questo. Ma, evidentemente, si tratta di un’opera difficile, forse, addirittura, di un’utopia. Fin dal principio, da quando sono rientrato in questo mondo, mi sono imbattuto in un ambiente avvelenato, malsano e a tratti squilibrato. Ho dovuto subire cattiverie seriali, sopportando in silenzio assurde beghe intestine da parte di un giornalino gestito, fra le altre cose, da un socio del Cosenza calcio, presidente di Confindustria Calabria, al quale paradossalmente mi sento legato da una profonda amicizia. Ripetute volte, nel corso di questi mesi travagliati, il socio-editore Umberto De Rose mi ha persino fornito rassicurazioni in merito ad un’informazione misurata e obiettiva della testata in questione. Rassicurazioni che, puntualmente, entrando in edicola cadevano nel vuoto. Ora basta davvero. Da questo momento in avanti non ricoprirò più alcun ruolo dirigenziale e non mi occuperò in nessun modo di decisioni relative alla società ed all’area tecnica. Basta. E’ chiaro, comunque, che chi ha in mente di accaparrarsi il Cosenza calcio, probabilmente con azioni vili e vigliacche, dovrà farlo con la massima cura e la massima attenzione. Chi si assumerà la responsabilità di guidare d’ora in poi questa società sportiva, dovrà assolutamente dare conto ad un’intera città e ad un’intera provincia sulla qualità dei programmi, sull’amore da riversare nella vita societaria e sui risultati concreti da regalare ad una tifoseria che merita rispetto. E che sia ben chiaro, il Cosenza non è una questione privata, il Cosenza appartiene alla città ed ai propri tifosi. Probabilmente non sono mai stato simpatico e mai apprezzato, e questo mi dispiace tanto, ma non me ne faccio un cruccio… Non ho lavorato per essere acclamato o per raccogliere lodi, ma solo per grande amore verso la squadra e per costruire un grande Cosenza. In questa città, purtroppo, è ormai risaputo che tutti parlano e promettono, ma fanno solo chiacchiere e pochissimi fatti“.  (co. ch.)

Related posts

error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it