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Tra alibi di ferro e poca cattiveria il Cosenza stenta a decollare

Tra alibi di ferro e poca cattiveria il Cosenza stenta a decollare

Gli infortuni hanno condizionato la sfida del San Vito, ma la squadra è apparsa con poche idee e senza mordente. Male il reparto avanzato. L’analisi.

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Una fase del match (fotomannarino)

Avanti a piccoli passi. Il Cosenza ha conquistato un altro pareggio dopo i due che hanno caratterizzato il doppio turno in trasferta delle scorse settimane. Quattro match, sei punti: un po’ pochino per una squadra che ha l’obiettivo di salire in serie B. La gara con il Taranto però è figlia, anche questa, delle situazioni. E’ sbagliato mandare Stringara sul banco degli imputati perché al tecnico è sacrosanto concedere del tempo nonostante di errori ne abbia commesso pure lui. Chi punta il dito contro l’allenatore di Orbetello ha forse dimenticato l’esperienza dello scorso campionato quando un esonero in corsa ha portato il Cosenza lontano dalle zone che contano. Stringara ha svolto la preparazione con la squadra ed ha imparato a conoscere pregi e difetti di ognuno degli elementi a sua disposizione. Sta dando all’organico un aspetto camaleontico che può portare i rossoblù a disporsi in campo con moduli differenti a secondo delle esigenze. Di pari, tuttavia, in saccoccia è finito ben poco e chi precede i Lupi in classifica continua a mietere grano senza fermarsi un attimo. Contro il Taranto la cosa più preoccupante è stata la mancanza totale di idee e di aggressività. Stefano Fiore è fermo ai box e sulle fasce erano tutti indisponibili, potrebbe obiettare qualcuno. Vero, giustissimo: come fare gioco se le fonti sono tutte in infermeria? Passi allora per questo argomento, ma non per la poca cattiveria mostrata al cospetto di una diretta concorrente. In questo le colpe sono di Stringara perché, come da lui stesso ammesso in sala stampa, non ha trasmesso il giusto mordente a chi poi ha schierato dall’inizio. Ritorna d’attualità, pertanto,  l’aspetto psicologico che già in passato è stato tirato in ballo a  parziale scusante di prove non all’altezza. Il coach del Cosenza sa che può contare su tanta qualità, ma che i calciatori più estrosi non sono al top (specialmente gli attaccanti che sinora hanno deluso). Tocca a lui trovare il modo di cambiare le carte in tavola, magari alzando la voce e chiedendo allo spogliatoio di mettere sul piatto della bilancia prestazioni più convincenti di quelle offerte sinora. Il resto, considerato che quella dei rossoblù è la squadra più forte, verrà da sé.  (cosenzachannel.it) 

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