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Cosenza, come costruire un primato

Cosenza, come costruire un primato

L’editoriale di Federico Bria

Scarsa intensità e poca voglia di vincere hanno fatto infuriare l’allenatore rossoblù, ma ha influito anche l’assenza di tifo. Ora serve un altro blitz esterno a Barletta.

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Una fase del match di ieri pomeriggio

Un altro pareggio, ma stavolta le proteste più robuste vengono proprio dall’interno dello spogliatoio. Stringara non ha digerito il modo in cui è maturato lo 0-0 con i pisani. La squadra, d’altra parte, è stata costruita con una stella polare: il carattere. E oggi, proprio quella luce è venuta a mancare. Perciò non possiamo che essere d’accordo con l’allenatore e confidare in quello che farà per correggere i difetti. Cosa non ci è piaciuto? Risultato a parte, non abbiamo visto intensità nel cercare di vincere la partita. Questo è il difetto più grande. Ma, se vogliamo guardarci intorno cercando anche qualche motivazione, allora annotiamo che mancavano: Stefano ed Adriano Fiore, Bernardi, Degano, Matteini, Ungaro. Che lo stesso Raffaele Biancolino, ritornato in campo nel secondo tempo contro il Pisa, non ha ancora il ritmo partita. L’assenza di tifo ha influito? Si, probabilmente anche il mancato apporto del pubblico – quello caloroso che siamo abituati a sentire al San Vito – ha tolto un’altra freccia dalla faretra rossoblù. Ma, di questi tempi, tutte le curve d’Italia sono più interessate a polemizzare col ministro Maroni piuttosto che fare il tifo per la propria squadra del cuore. Ma il tecnico non ha accampato scuse. Bene! Vuol dire che è concentrato sul risultato finale e ritiene di aver lasciato per strada due punti. Non era calcolato, vuol dire che dovremo andare a prenderli di nuovo fuori casa. Poco male, finora la squadra ha segnato più fuori che dentro le mura amiche. Nonostante il fatto che la prolificità dell’attacco rappresenti uno dei problemi sui quali dovrà riflettere l’allenatore. 5 reti in sei partite non sono un gran bottino, se poi consideriamo le 3 reti subite le cose peggiorano. Sul modello, però, bisogna intendersi: il Cosenza non punta ad emulare il Foggia di Zeman. Sarebbe impossibile. I “satanelli”, del resto, hanno già segnato 16 reti subendone 13, realizzando quella meravigliosa giostra del gol che è un marchio di fabbrica del tecnico boemo. Il Cosenza, probabilmente, deve guardare più in alto. Il primato in classifica, attualmente, è appannaggio dei romani del’Atletico – che hanno una partita in meno. Non essendo scesi in campo per motivi davvero inconcepibili in un Paese con la tradizione calcistica dell’Italia – che in cinque partite hanno segnato “appena” 8 reti (la metà dei foggiani), ma non ne hanno subito neanche uno. Ecco, dovendo trovare dei modelli da seguire per costruire un ipotetico primato, orientiamoci verso la capitale. Ci è più congeniale…

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