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Il Cosenza piange Bruno Giorgi. Regalò un sogno a tutta la provincia

Il Cosenza piange Bruno Giorgi. Regalò un sogno a tutta la provincia

Mercoledì scorso si è spento l’allenatore più amato della storia rossoblù. Nella stagione ’88-’89 sfiorò la serie A facendo innamorare ogni tifoso dei Lupi.

bruno_giorgiBruno Giorgi si è spento mercoledì scorso. Il prossimo 20 novembre avrebbe compiuto settant’anni, ma un male incurabile lo ha portato via alla famiglia e a tutti i suoi tifosi. Era una persona mite, calma, signorile, tanto da aver lasciato ovunque abbia allenato un ricordo splendido. A Cosenza però riuscì a conquistare la piazza con la sua professionalità e a distanza di vent’anni, per molti, è ancora il numero uno. Arrivò in riva al Crati nella stagione ’88-’89, quella delle favole, quella in cui soltanto un palo negò l’accesso alla serie A. Il suo Cosenza dopo una partenza col freno a mano tirato riuscì a risalire la china e a stazionare con continuità nelle zone alte della classifica cullando a lungo un sogno. Prima di Cosenza-Udinese del 4 giugno 1989, ultimo match casalingo prima dell’esodo di Taranto, fece il giro del campo e ventimila persone si alzarono in piedi levandosi il cappello. Lo applaudirono tutti quanti, nessuno escluso. “Bruno Giorgi… la curva ti ama… Bruno Giorgi la curva è con te” gli cantavano gli ultrà, perché il pubblico rossoblù lo amava davvero. In campo i lupi incarnavano il prototipo di una squadra moderna giocando a  viso aperto ovunque. A fine campionato nessuno come i rossoblù: sei vittorie esterne tra cui quel memorabile 0-3 di Bari. Da mercoledì è rimasto soltanto il suo ricordo, ma a Cosenza è più vivo che mai.  (cosenzachannel.it)

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