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Il momento delle scelte

Il momento delle scelte

l’editoriale di Federico Bria

Bisogna decidere se essere protagonisti o spettatori. Nel 2003 una parte della città invocò le fiamme dell’inferno, ma quell’inferno non liberò nessuno e regalò solo fango su fango. Citrigno, il presidente-caronte, verso che spiaggia traghetterà il Cosenza?

caronte11Ci sono momenti, nella vita, in cui bisogna decidere. Nessuno può dire con certezza quale sia la cosa da fare, ma è chiaro che qualcosa va fatta. Quello è il momento della solitudine e non ci sono esorcismi per cancellarla. Non basta farsi consigliare, né aiuta oltremisura affidarsi all’esperienza. Ci sono momenti in cui un respiro profondo taglia più di un coltello. Di qua resta il passato, di là ecco il futuro con le sue incognite, ma con tanta voglia di ricominciare.  La sconfitta di Barletta è stata troppo brutta. Non si poteva far finta di niente. Lo spogliatoio aveva già visto gli interventi possibili in… momenti di pace. Ma quando è guerra, si sa, è guerra per tutti. Un saluto a Paolo Stringara. È rimasto troppo poco tempo per farsi amare. Nei due mesi a sua disposizione ha potuto appena indicare il progetto, ma l’idea è rimasta sulla carta, in campo si è visto davvero poco. Avrebbe potuto invocare qualche attenuante, è vero; ma è stato lui per primo, alla vigilia di Barletta, a rinunciare ad ogni genere di scusante. Nessuno può dire oggi se la decisione è quella giusta. Di certo, però, nessuno vuol stare a guardare. Dopo la dimostrazione in terra pugliese, tuttavia, non restava altra scelta. E così si è deciso di prendere per le corna un lupo che rischia di trasformarsi in toro furente. Il treno rossoblù era partito con un carico di grandi ambizioni quest’anno. Tanti nomi, ma soprattutto una consapevolezza: l’obiettivo dichiarato. Il percorso, però, si è dimostrato più accidentato del previsto e questa fermata non era in programma. Ma, alla sosta  inattesa scendono in due: dopo Stringara, infatti, sul predellino si affaccia Giuseppe Carnevale. In pochi se lo aspettavano con il treno in corsa.  Il presidente focoso appena quindici mesi fa, al cinema Citrigno, sventolava la sciarpa e saltellava al ritmo di “chi non salta giallorosso è!”. Ma la passione non basta. E in un calcio diventato ormai una macchina tritatutto, Carnevale lascia la presidenza e fa un passo indietro in attesa di uscire definitivamente. Dal Citrigno a Citrigno, la parabola di Carnevale si conclude nel breve giro di un anno. Pino Citrigno, nel ruolo di presidente-caronte, sarà demiurgo o psicopompo? Cosa ci aspetta sull’altra sponda del fiume? Rinasceremo a nuova vita o ci attende l’Oltretomba? Non possiamo pretendere di saperlo ora. In questo momento possiamo solo decidere quale ruolo vogliamo recitare in commedia: vogliamo essere protagonisti o spettatori? Ci tufferemo nelle acque dello Stige spingendo la barca governata da Citrigno-Caronte, oppure ci ritireremo sulla collinetta per vedere meglio? Ci sono momenti, nella vita, in cui bisogna decidere. Nel 2003 una parte della città pretese di decidere per tutti e invocò le fiamme liberatorie dell’inferno. La maggioranza decise di non decidere, come se l’inerzia non fosse una scelta. Ma quell’inferno non liberò nessuno e al posto delle fiamme riservò tanto fango. La ruota si è rimessa a girare e ora è vicina a completare il cerchio. Ancora una volta il peso degli spettatori sarà determinante quanto quello dei protagonisti. C’è da scegliere, alfine, tra una commedia che può essere divina o una farsa che ritorna. Questo è il momento della scelta.

p.s. Benvenuto a Mario Somma. Sale su un cavallo scosso, se saprà non farsi disarcionare ne vedremo delle belle.

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