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Siamo il Cosenza, non dimentichiamolo

Siamo il Cosenza, non dimentichiamolo

Le parole di Giuliano Sonzogni per dare la scossa alla squadra. Il manifesto della Vircillo&Succurro per spronare i tifosi. Da domenica può nascere una nuova storia. 

manifesto_vircilloA volte perdere fa più male del solito. Ci sono gare in cui una sconfitta brucia il doppio, o il triplo. Però a volte è proprio in questi momenti che scocca una scintilla che cambia la storia. Tutti avrebbero immaginato un Cosenza capolista, magari già con un distacco importante, invece i rossoblù annaspano in fondo alla classifica. Come una squadretta qualsiasi. Giuliano Sonzogni, in una delle sue uscite più filosofeggianti e ricche di sentimento, disse: “Noi siamo il Cosenza, non dimentichiamolo mai”. Una poesia. Non basterebbero pagine di quaderno a spiegarne il significato. Allora le sue parole avevano l’intenzione di spegnere facili entusiasmi, ma soprattutto di dare la connotazione giusta al gruppo che guidava. Chi indossa la maglia dei Lupi è qui per soffrire, cercava di dire, guai ad esaltarsi dopo una vittoria o abbassare il capo dopo una sconfitta. Chi veste la casacca rossoblù è costretto a lottare, a graffiare, a mordere: mors tua vita mea. Comportarsi così è nel dna del Cosenza Calcio 1914, a cui in cent’anni di storia nessuno ha mai regalato niente, semmai ha tolto. Oggi sono passate soltanto nove giornate da quando si è alzato il sipario sul campionato, ma si faccia avanti chi, a freddo e sbollita una rabbia più che giustificata, se la sentirebbe di dire: “E’ finita, non ci credo più”. Qualcuno potrebbe obiettare che i calciatori non meritano la passione del San Vito e che stanno umiliando la città. Vero, sacrosanto. Ma loro passeranno e il San Vito resterà, con i suoi cori e le sue bandiere rossoblù. Arriveranno nuovi attaccanti e nuovi stopper, magari spunterà un novello Gigi Marulla o un affascinante Renzetti che col suo genio e la sua sregolatezza correrà sotto la curva a regalare un sogno.  “Un sogno, già Altro che quest’incubo” altri ancora direbbero. Ma poi basta prendere una sigaretta, accenderla, e svanita la nuvola di fumo sospirare dal profondo: ” Però siamo ancora alla nona giornata e noi siamo i tifosi del Cosenza”. E da lì via verso un’altra domenica, verso un’altra maledetta domenica…   (cosenzachannel.it)

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