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Speciale Cosenza-Catanzaro: le origini di una rivalità 1/2

Riproponiamo a distanza di due anni lo speciale che analizza le origini dell’astio, cerchando di capire cosa ha innescato questo netto contrasto tra le due realtà calabresi. Cosenza e Catanzaro, ovvero: Le Calabrie.

 

La statua di Bernadino Telesio

Dio solo sa quanto bisogno avrebbero i calabresi di unità e comunione d’intenti. Di certo il terreno ideale per seminare non può trovarsi nel tifo calcistico, nato all’ombra delle divisioni campanilistiche. La rivalità tra Cosenza e Catanzaro, in termini sportivi, è più che radicata. Tanti sono i precedenti che sia l’una che l’altra tifoseria potrebbero prendere a pretesto per dar vita a sempre nuove contrapposizioni. Proviamo a vedere, nella storia delle due città, se ci sono altri momenti di diversità. Se vi piace partire da lontano considerate che mentre Catanzaro è città di origine greca, Cosenza nasce come capitale del fiero popolo dei Bretti (o Bruzi). È nell’origine che possiamo trovare le basi di una profonda differenza, oggi come ieri, riassumibile nel differente modo di parlare. Col passare dei secoli, mentre Catanzaro cerca le sue origini nel mito di Italo e degli Enotri, Cosenza si pone subito come contropotere alla superpotenza dell’epoca, la Grecia. E che i Bruzi fossero alla pari con i potenti coloni d’oltremare lo dimostra il fatto che i Romani, dopo aver conquistato l’intera regione, le cambiarono il nome da Italia in Bruttium. Ciò dipese anche dalla fiera e forte resistenza che il popolo bruzio seppe opporre alla conquista romana. Cosenza, del resto, divenne una tappa importante lungo la Via Popilia, la strada che i Romani costruirono per unire Capua a Reggio, mentre Catanzaro ne restò esclusa per via di una posizione geografica periferica rispetto al tracciato della strada. Ma la Storia non sempre ha un tracciato lineare e così, il nome Bruttium venne cancellato e l’ultimo lembo della penisola acquistò la denominazione di Calabria, che prima designava l’attuale Salento. La Calabria, anzi, “Le Calabrie” nascono dal pulviscolo dell’Impero Romano, nell’aspra lotta che divide i Goti dai Bizantini e poi questi dai Longobardi e dai Normanni. E i Saraceni contro tutti. Con l’avvento dei Bizantini, Catanzaro trova la sua dimensione. I “Romani d’Oriente” occupano anche Cosenza riportandola al rango di capitale, ma è con i Normanni che la città ritorna al suo vecchio blasone. Città fortificata da Ruggero II, Capitale di Val di Crati, Cosenza non conobbe mai signorìa, mentre Catanzaro fu donata da Federico II al Conte Pietro Ruffo. “Le Calabrie” sono una realtà: Cosenza è capitale della Calabria Citeriore (Calabria Citra o Latina), mentre Catanzaro (dal 1593 al posto di Reggio) è capitale della Calabria Ulteriore (Calabria Ultra o Greca). Con Telesio e l’Accademia Cosentina, l’antica capitale del popolo bruzio viene denominata l’Atene della Calabria, all’avanguardia culturale del Regno. (Piero Bria)
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