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Il bivacco

Il bivacco

l’editoriale di Federico Bria

Intorno al San Vito, nel chiaroscuro della notte, c’è chi trema e c’è chi spera; chi è accigliato e chi sorride. Agli uni e agli altri va il nostro pensiero…

 

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La formazione rossoblù ad Andria

Cos’è lo sport nel XXI secolo? Una definizione letta su internet dice così: “lo sport è l’insieme di attività individuali o collettive che impegnano e sviluppano determinate capacità psicomotorie, proposte anche per fini ricreativi salutari”. Se fosse così, pochi si lascerebbero affascinare da questo genere di attività e nessuno, probabilmente, passerebbe il suo tempo a seguirne le evoluzioni. Invece, per fortuna, lo sport non è un freddo genere di esercizio fisico. È impegno, determinazione, competizione, e tante altre cose ancora, talmente coinvolgenti che hanno finito col caratterizzare tutto il secolo scorso.
Oltre che impegno diretto, lo sport è anche un’attività con un enorme seguito sociale che è da tempo al centro di analisi sociologiche. Queste ultime, purtroppo, illuminano momenti e aspetti specifici ma non sono in grado  di spiegare cos’è che determina quel coacervo di passioni in cui si scatenato tempeste d’entusiasmo o di sconforto.
Ogni “piazza” ha le sue caratteristiche, d’altronde, e ogni momento è diverso dall’altro. Cosenza non fa eccezione, nel senso che ha peculiarità proprie, legate alle… caratteristiche personali dei protagonisti e delle comparse. Quello che sorprende, da noi, è la continuità con la quale reiteriamo gli stessi comportamenti pur in momenti diversi e in condizioni, all’apparenza, lontane tra loro.
Proviamo a fare una radiografia della situazione: teoricamente tutti vorrebbero la squadra sempre più alto. Chi vive di calcio ne avrebbe un immediato interesse, anche economico. In tanti anni di militanza nelle diverse categorie, è nata, anche dalle nostre parti, una classe di “tecnici” che, nel Cosenza o altrove, ha sviluppato la propria vita professionale nel mondo del pallone. Non solo nel ruolo di calciatore, intendo. Nell’ultimo quarto di secolo abbiamo avuto la fortuna di vivere molti campionati di Serie B che, per quanto sia alle spalle del paradiso, rappresenta una rampa di lancio molto interessante. È da lì che hanno preso il volo Beppe Bozzo, Maurizio Guido e Luigi Novello, per non parlare di chi corre in mezzo al campo.
Ma, anche senza allontanarsi troppo dai confini regionali, sono tanti i cosentini che “vivono di calcio” ad ogni latitudine. Per loro, se la squadra è in serie B o in serie D fa una grande differenza.
Quando la società è implosa, nell’estate del 2003, anche chi non vive direttamente di calcio, giornalisti e fotografi in primis, ha avvertito l’enorme distanza tra una serie e un’altra.
Ora stiamo galleggiando in quella che una volta era chiamata C1. Non possiamo esserne soddisfatti, tant’è che i programmi societari puntano apertamente alla promozione.
Nonostante questo, però, registriamo ancora un certo ritardo in classifica. Ad Andria, ancora una volta, siamo entrati in campo già sul risultato di 1-0 per i nostri avversari. Di questo passo giochiamo partite ad handicap, che recuperiamo con grandi prove d’orgoglio, rischiando l’indicibile ma, alla fine, riuscendo, perlomeno, a riacciuffare il pareggio. Poco se pensiamo alla promozione, tantissimo se vogliamo ancora crederci.
Qui torniamo alla lunga premessa: abbiamo tutti voglia di crederci?
Mister Somma ha indicato il mercato di mezza stagione come una tappa fondamentale. “Siamo tutti sotto esame”, ha detto, ed è vero perché andando avanti di questo passo non si riuscirà neanche a sfiorare l’obiettivo. La stessa società sta vivendo ore di travaglio, con ciò amplificando le difficoltà di uno spogliatoio non ancora assestato. La prossima settimana rischia di essere determinante.
In questo clima da notte dei fantasmi, qualcuno pensa di bivaccare in attesa dell’alba. C’è chi lo fa per autentica passione, passando la notte all’addiaccio per mostrare al mondo il proprio attaccamento ai colori rossoblù.
Chi bivacca intorno al Cosenza? Molti sono addetti ai lavori, ed è comprensibile poiché loro, per primi, dovrebbero pensare al bene della squadra. Non solo chi è nella sala dei comandi, ma anche chi ne è escluso, perché la sfera non si ferma mai, per cui vale sempre la regola “oggi a te-domani a me”. Anche tra chi bivacca intorno al pallone, senza interessi visibili o confessabili, dovrebbe valere la stessa regola, poiché non solo il giardino ma anche la campagna della serie B è del tutto diversa da quella dell’interregionale. Tuttavia, non per tutti è cosi. Intorno al San Vito, nel chiaroscuro della notte, c’è chi trema e c’è chi spera; chi è accigliato e chi sorride. Agli uni e agli altri va il nostro pensiero…

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