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Cosenza, è caos totale

Cosenza, è caos totale

di Piero Bria

Da una parte la società che ostenta ottimismo senza mostrare chiarezza. Dall’altra gli oppositori pronti ad approfittarne. Nel mezzo i tifosi che guardano al futuro impauriti.

a_fine_gara_pagliuso_in_campoIl caos a Cosenza regna sovrano. La società ostenta ottimismo. Dalla parte opposta gli oppositori (tra questi finanche ex dirigenti oltre che dipendenti) bivaccano tra pseudo racconti epici e catastrofi annunciate. Purtroppo, ed è giusto dirlo, tutto questo caos è stato creato dalla società del Cosenza calcio. La mancanza di chiarezza è cosa palese ed ha permesso agli oppositori di essere ancor più incisivi tra la massa. Ci piacerebbe essere sorridenti, ci piacerebbe anche a noi ostentare ottimismo. Impossibile stando a quanto accade a Cosenza. La società è in balia di se stessa oltre che delle mille voci che circolano e che vogliono il club silano ad un passo, nuovamente, da quel baratro toccato nel 2003. Non sono i punti di penalizzazione che la Covisoc infliggerà al club rossoblù a preoccupare ma l’atteggiamento di alcuni dirigenti che vorrebbero far passare come la normalità una situazione che di normale, è giusto dirlo, non ha nulla. Che Cosenza non sia l’unica realtà calcistica in difficoltà non ci piove. In Italia, ma anche all’estero, molti club sono al collasso. Eppure a Cosenza, dove le cose vengono amplificate all’inverosimile, la situazione attuale rischia seriamente di degenerare. Perché se qualche dirigente cerca di smorzare gli animi rassicurando sul pagamento degli stipendi, dall’altra parte i giocatori mugugnano perché i pagamenti promessi sembra che non siano mai arrivati al destinatario (questo quanto trapelato dal confronto tra calciatori e tifosi). Insomma, la situazione ha preso una piega impensabile rispetto a qualche anno fa. Certo, potrebbe dire qualcuno, più diventi grande e più i problemi e le spese aumentano. Vero, così come è vero pensare ad una maturazione tale che consenta agli uomini di evitare di fare il passo più lungo della gamba. Perché se per alcuni un possibile fallimento significherebbe macchiarsi per la prima volta, per altri avrebbe un significato ben diverso. Significherebbe marchiarsi in maniera indelebile, riconoscibile finanche da chi, in quel 2003, pianse nella convinzione di essere stato derubato.

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