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Straordinario successo per la Boxe Popolare

Doppio appuntamento pugilistico a Cosenza. Un successone le presentazione del libro “Diario di bordo ring” di (un commosso) Franco Avolio. Nella riunione pugilistica vincono entrambi i cosentini.

sicilianogarofalo_boxeGrande successo di pubblico per l’evento pugilistico svoltosi venerdi sera nella palestra popolare di Cosenza. La struttura ubicata nello stadio San Vito era, infatti, affollata da un gran numero di appassionati e di neofiti accorsi da tutta la regione appositamente per celebrare la pubblicazione del libro del maestro Franco Avolio, decano del pugilato calabrese. L’evento organizzato dalle associazioni Boxe Popolare Cosenza e “Franceschino Filpo” Castrovillari con collaborazione con l’hotel “La Fenice” di Camigliatello è iniziato alle 17:45 con la cerimonia di presentazione del libro del maestro Avolio “Diario di bordo ring”, edito dalle edizioni “il Coscile”. Il dibattito,  moderato dal mediattivista cosentino Claudio  Dionesalvi, è stato introdotto dal presidente provinciale del Coni, Pino Abate. Alla discussione, oltre l’autore, hanno preso parte, inoltre, il presidente del comitato regionale Fpi, Vanessa Avolio, l’editore, Mimmo Sancineto, ed il tecnico della Boxe Popolare Cosenza, Gianfranco Tallarico. Applausi scroscianti per l’intervento del maestro Avolio che con non poca commozione ha raccontato ai più giovani la genesi del movimento pugilistico calabrese, soffermandosi in modo particolare su quello cosentino. Una genesi vista attraverso i suoi occhi di atleta prima ancora che di maestro. Proprio la città dei Bruzi, seppure a fasi alterne, è stata da sempre un punto di riferimento per la “noble art”. Il primo ricordo del maestro Avolio risalte all’anno 1956 ed in particolar modo alla storica palestra guidata dal maestro Pasquale Scalise. Erano gli anni del dopoguerra e della ricostruzione e, come purtroppo spesso succede anche oggi nelle discipline sportive minori, i problemi economici ebbero il sopravvento e quella palestra cessò la sua attività. Ciò nonostante ci fu subito chi trovò lo spunto per ricominciare da zero, aprendo una palestra pugilistica in un capannone di via Galluppi. Il maestro Avolio ricorda a tutti come la storia del pugilato cosentino sia la storia di una palestra itinerante, che dopo varie tappe (una importantissima all’interno dello stadio Morrone) ed un lungo peregrinare ha trovato, si spera, una sua collocazione definitiva nella palestra popolare dello stadio San Vito.  Toccante il ricordo di tanti compagni di avventura del maestro Avolio, che oggi non sono più tra noi. Dopo il dibattito spazio all’attività agonistica con sei incontri tra pugili dilettanti. Nel primo incontro della serata si sono affrontati i massimi Carlozzo (Bruzia Boxe, 2+ – 2-) e Lanzallotto (Kroton Boxe, 1+ – 3=). Il match, indubbiamente uno dei più interessanti e combattuti dell’intera riunione, si conclude con la vittoria di Carlozzo, che ha prevalso meritatamente ai punti. Il pugile della bruzia boxe ha evidenziato una maggiore tecnica con la quale è riuscito a sopperire ad una condizione atletica non proprio ottimale. Il secondo match della riunione prevedeva l’incontro tra due medi: Mictar (2+, 2=, 1-) dell’Accademia Pollino e l’ucraino di nascita ma reggino di adozione, Oleg Savchuk (2-). Anche questo combattimento ha riservato parecchie emozioni e Mictar, confermando i favori del pronostico ha battuto meritatamente ai punti l’avversario. Savchuk tuttavia deve recriminare con se stesso. Il ragazzo, allenato dal maestro Marra, dimostra di avere buona tecnica, ma appare privo della carica agonistica tipica dei pugili dell’est. La sconfitta di Cosenza è indubbiamente figlia di un atteggiamento mentale poco grintoso, che gli ha impedito di dare continuità ad alcuni buoni spunti evidenziati in alcune fasi del match. Nel terzo match si sono affrontati i supermassimi Mancuso (3+, 1-, 1-) della Bruzia Boxe e lo youth Grispino (4+, 2=, 4-) della Accademia Pollino. Mancuso è sembrato più propositivo fin dalle prime fasi del match, cercando maggiormente lo scambio, anche forte dei 14 kili in più registrati al peso. Alla fine, però, il match si è concluso con un verdetto di parità. Nel quarto match si sono affrontati il pugile cosentino Antonio Montedoro (1-) della Boxe Popolare Cosenza e Lettieri (1+, 1-, 1-) della Kroton Boxe. Decisamente buono l’avvio del match da parte di Montedoro, che nelle prime due riprese è riuscito a sfruttare la maggiore altezza rispetto all’avversario. Il cosentino riusciva a mettere a segno più volte il jab sinistro, anticipando le azioni dell’avversario, costretto a sua volta ad accorciare la distanza per andare a segno. Nelle ultime due riprese Montedoro calava cedendo il passo all’avversario il quale cerca più volte di chiudere il cosentino sulle corde, il cosentino tuttavia con grande lucidità riusciva a tirarsi fuori dalla morsa dell’avversario, che faticava a trovare la figura. Il verdetto finale vede Montedoro prevalere seppur non nettamente sull’avversario. Il pugile cosentino festeggiava la prima vittoria in carriera. Il quinto match della serata prevedeva la rivincita tra i massimi D’Agostino (5-) della Pugilistica Corigliano e Lo Galdo (1+, 1-) dell’Accademia Pollino. I due si erano già affrontati lo scorso giugno sul ring di Castrovillari. Quel giorno fu Lo Galdo a prevalere. Questa volta il ring di Cosenza ci ha regalato un match povero di acuti e segnato da una sostanziale e costante parità, che ha rappresentato il verdetto finale più logico.  L’ultimo combattimento, quello più atteso dai tifosi cosentini, ha visto opporsi i medi Siciliano (3+, 1-) della Boxe Popolare Cosenza e Garofalo (1=, 3-) della Kroton Boxe. Il diciannovenne cosentino ritornava sul ring con l’intenzione di cancellare la prima sconfitta della carriera, subita nel luglio scorso dal regino Sio. Il match è stato segnato dalla migliore condizione atletica di Siciliano che per tutte e quattro le riprese ha cercato di tenere alti i ritmi del match. Garofalo da parte sua agiva di rimessa, spesso anche in modo scomposto, cercando in varie circostanze di recuperare fiato, complice un caschetto che proprio non voleva sapere di allacciarsi. Alla fine Siciliano, nonostante non abbia disputato un grande match, porta meritatamente a casa la quarta vittoria conseguita nei suoi primi sette mesi di carriera. Peccato per quel passo a vuoto del luglio scorso.

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