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Salvate i soldati Ryan

Salvate i soldati Ryan

l’editoriale di Federico Bria

Dal noto film di Spielberg lo spunto per cercare di inquadrare una situazione poco chiara ed a tratti paradossale.

ryan1Chissà se c’è uno sceneggiatore dietro alle vicende del Cosenza Calcio. Se ci fosse, sarebbe da oscar. Non tutti, alla fine del campionato scorso, sarebbero riusciti ad immaginare una storia come quella che stiamo vivendo. Fatta di promesse e di bugie, di protagonisti e di belle gioie, di entusiasmi e di colpi di scena. Qui proviamo a ricostruire quel che si può. Alla fine del campionato 2009/2010 in società si balla. No, non perché ci sia qualcosa da festeggiare, ma perché cominciano una serie di movimenti che, per essere gentili, potremmo illustrare così: “da-me-a-te/da-te-a-me/insiemeee/da-me-a-te/da-te-a-me/dinuovooo”. Qualcuno vorrebbe farne un valzer, ma non c’è neanche un quarto di nobiltà. Al più, sembra una quadriglia che non ha altro obiettivo se non quello di passarsi il cerino l’un l’altro. Poi, in estate, nella più ampia confusione societaria, si fa una scelta fondamentale… Si decide un upgrade di sistema: il passaggio da Mirabelli a Castagnini non può essere considerato altrimenti. Da un dg vincente in categorie dilettantistiche e minori ad un dg conosciutissimo in città come calciatore e ds (in entrambi i ruoli ha ottenuto la promozione in serie B) proveniente, nientepocodimenoché, dall’organigramma della Juventus (è stato responsabile degli osservatori e del settore giovanile). Tutto liscio? Eh no, altrimenti dove sarebbe lo sceneggiatore? I fans dell’ex dg mugugnano, non sulla base del curriculum, ovviamente, ma per la serie “ogni scarrafone…”. Vari intoppi di puntata farebbero pensare ad un canovaccio da telenovela (es. Toscano presentato e poi velocemente salutato, manco fosse rimasto incastrato in una porta girevole; assemblee che slittano come gomme lisce sul bagnato; interessi imprenditoriali annunciati come grida manzoniane, ecc.) in realtà, ancora non si svela nulla. Siamo in quella fase che i pittori chiamano “imprimitura”. Lo sceneggiatore ha introdotto una figura di eroe: Castagnini è un vincente (che piaccia o no). Torna a Cosenza con un mandato preciso: conquistare la serie B. Un compito da far tremare le vene ai polsi, visti i presupposti, ma Renzaccio è un combattente nato. Mette l’elmetto e va alla guerra. Non ci sono “se” e i “ma” vengono passati per le armi in ragione dell’unico, grande, primario obiettivo. C’è un però: non può scegliere tutti i soldati del suo reggimento. Così lo sceneggiatore lascia cadere qualche mollica per alimentare l’interesse, complicare la storia e tracciare la strada del racconto… Saltiamo diversi capitoli per ragioni di spazio. Quando torniamo sulla scena c’è un altro eroe in campo: Mario Somma da Latina. Dalle seconde linee del calcio giocato al grande palcoscenico visto dalla panchina. Al suo esordio in serie A, appena cinque anni addietro, è stato salutato come un novello messia nel nuovo calcio. Per lo sceneggiatore è l’eroe controverso, pieno di qualità ma messo ai margini da una società cinica e bara. A questo punto ci pare di aver individuato il filone seguito da quel genio che scrive: sta ispirandosi al film “Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg. Somma entra nel plotone del comandante Renzo. Entrambi sanno di essere molto avanti rispetto al resto dell’esercito. Non è una loro scelta, durante il percorso sono stati colpiti il generale, il colonnello, il maggiore, il capitano e persino il tenente (radio fante sussurra che in alcuni casi si sia trattato di diserzione; ad ogni modo, siccome questo è un racconto interattivo al quale può partecipare anche chi legge, divertitevi ad accostare i gradi ai ruoli di: presidente, vice presidente, amministratore delegato, general manager, maggiore azionista). I nostri eroi si trovano ora allo scoperto, accompagnati solo da una squadra, e privi di qualsiasi collegamento. Se l’interattività fosse totale potrebbero rivolgersi al pubblico e chiedere sostegno diretto. Ma chissà… per ora possono fare affidamento solo sulle proprie forze. I viveri scarseggiano, la truppa mormora. Nel mentre, il nemico sta completando l’accerchiamento… Cosa accadrà quando qualsiasi via di fuga sarà ostruita? Proviamo a ipotizzare: qualcuno scapperà (succede di continuo in questi casi: i furbi cercano sempre di salvare la pelle), qualcun altro si immolerà, altri ancora resisteranno fino allo spasimo. E i due eroi? Se il film volge al termine avranno solo due soluzioni: morire valorosamente oppure… in sottofondo si sente il rotore di un elicottero in funzione. Avranno una scaletta da afferrare, ma sul primo gradino partiranno i titoli di coda. Chi avrà inviato quell’elicottero, il proprio stato maggiore o una superpotenza interessata a loro? Sembra tutto scritto, a meno che… a meno che non arrivino i nostri al grido di: “salvate i soldati Ryan!” N.B. quelle usate nel testo sono metafore, nient’altro che metafore, utilizzate dall’autore per solo gusto personale, condivisibile con quanti amano giocare con la lingua italiana così come farebbero con un pallone su un prato…

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