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Il ritorno di Paolo Fabiano Pagliuso: sarà lui il nuovo presidente del Cosenza

Il vecchio patron va in tv e denuncia che la massa debitoria al 30 giugno ammonterebbe a 2milioni e 61mila euro. “Abbiamo deciso di approvare il bilancio e di ricapitalizzare. Io all’assemblea dei soci per mettere un po’ di ordine”.

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Paolo Fabiano Pagliuso in tribuna

La giornata di ieri è stata quella che ha chiuso definitivamente un capitolo lungo sei mesi. A chiuderlo in maniera veemente è stato Paolo Fabiano Pagliuso, il vecchio patron che ha lasciato intendere senza mezzi termini che tornerà ad occupare un ruolo di primo piano. Ma procediamo con ordine. All’assemblea dei soci convocata alle 19 in sede erano presenti tutti i dirigenti tranne De Rose e Salerno. In più ha presenziato alla riunione anche Pagliuso sr (“per mettere un po’ d’ordine”). Assieme al collegio dei revisori, si è stabilito di approvare il bilancio al 30 giugno 2010 e di ricapitalizzare il 28 dicembre. Sempre per quella data usciranno fuori le nuove nomine del Consiglio d’amministrazione. Le ipotesi sono due: Paolo Fabiano da subito sulla poltrona più ambita del club, oppure la conferma di Pino Citrigno. Il vecchio presidente ai tempi della serie B ha poi presenziato alla trasmissione Replay in onda su Ten mostrando che non ha affatto perso la personalità ed il carattere di un tempo. “Per venire in televisione mi sono documentato – ha detto col bilancio in mano – pertanto posso riferirvi della reale massa debitoria del Cosenza Calcio 1914 al 30 giugno. Non mi sta bene che venga gettato fango su mio figlio come fatto in questi giorni: il passivo è di due milioni e sessantuno mila euro, quindi le parole rilasciate da Pino Chianello (su Radio Sound domenica, ndr) non sono veritiere perché in contrasto con la relazione fatta da Francesco Iannucci. Ovvero una persona che conosce bene la situazione del club”. Il patron non si ferma e spiega anche dettagli non di secondaria importanza. “I soldi delle cessioni di Danti e Doninelli e quelli del minutaggio degli under sono stati utilizzati per pagare un extra-fido bancario, gli F24 e altri impegni presi in precedenza da Carnevale. Non capisco perché ci debbano attaccare per difendersi”. Pagliuso incalza e continua. “Non mi va bene nemmeno che si dica che in sei mesi abbiamo distrutto tutto, credo che sia il tempo di finirla con le chiacchiere e di costruire una società orizzontale. Io penso di tornare con una quota e per dare il giusto contributo che merita questa società. Inoltre continuano ad arrivare richieste di accrediti: ma la vogliamo finire? Come si può pretendere un grande Cosenza se nessuno vuole assumersi le proprie responsabilità?”. Passaggio importantissimo quello relativo a Mirabelli. “Assieme a De Rose voleva rilevare la società, poi ha presentato la vertenza con procedura d’urgenza motivando la cosa che stavamo per fallire. Non è vero per niente e voglio aggiungere che l’iscrizione al campionato è arrivata soltanto grazie agli sforzi di Carnevale e di mio figlio”. Questo il Pagliuso-pensiero a cui ha replicato intervenendo telefonicamente l’ex ad Chianello. “Sono stato amministratore del Cosenza fino al 28 febbraio del 2010 e fino a quel momento le cose andavano abbastanza bene. Nonostante le difficoltà all’ordine del giorno del mondo del calcio, siamo riusciti a portare avanti la società. Se Giovanni (Pagliuso, ndr) vorrà, al suo fianco ci sarà anche io”.   (cosenzachannel.it)

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