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L’importanza di ritrovare il pubblico

L’importanza di ritrovare il pubblico

Il Cosenza per fare filotto ha bisogno del calore dei suoi tifosi. Bene la prevendita del mini-abbonamento, ma tocca alla squadra trascinare lo stadio San Vito.

esultanza__col_folignoIl Cosenza 1914 si gioca tutto o quasi in qundici giorni. Due gare di campionato, più una terza con i propri sostenitori. Dire quale match sia più importante è difficile perché in palio, in ogni caso, c’è una grossa fetta della stagione. Dal campo non si può sfuggire dal conquistare sei punti: lo chiede la classifica e probabilmente anche il mercato. A giorni (forse già tra stasera e domani) il dg Castagnini regalerà a Somma Raffaele Alcibiade (20), un difensore che si unirà a Raimondi e Wagner appena rientrati dalle vacanze in Sudamerica. La classifica non è allarmante, sempre guardandola in ottica playoff. Per il primo posto, meglio non pensarci più visto che la Nocerina dista ormai anni luce. Dicevamo di sei punti in due partite, è possibile perché Ternana e Cavese sono buone squadre ma tutt’altro che irresistibili. Poi si andrà a Taranto e se ne vedranno delle belle, ma l’exploit casalingo potrebbe servire anche ad attutire eventuali scivoloni. Si cerca il sostegno del pubblico che è quello che è mancato di più da inizio anno. Escludendo l’esordio con la Juve Stabia, 4500 i presenti al San Vito, per il resto si sono registrati numeri bassissimi. Non da Cosenza, appunto. Il club sta provando in tutti i modi ad invogliare la gente a gremire gli spalti e la risposta per il mini-abbonamento non è andata male, anzi. A trascinare i tifosi comunque deve essere la squadra scendendo dall’altalena e salendo definitivamente sull’ottovolante. Vincere in campo e soprattutto la sfida con il pubblico mai come oggi diventa fondamentale per iniziare col piede giusto il 2011. (co. ch.)

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