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Diritti televisivi, ormai è guerra aperta

Un vento di polemiche scuote il calcio italiano, già gravato da una crisi strutturale senza sbocco. Potrebbe sfociare in esiti imprevedibili, considerato che la protesta coinvolge 85 delle128 società attualmente iscritte ai campionati professionistici di competenza della Figc guidata da Giancarlo Abete.

nuovo_pallone_legaproIl presidente della Lega Pro. Mario Macalli ha comprato uno spazio sui quotidiani per comunicare all’opinione pubblica lo stato cachettico in cui versa la sua categoria. Il massimo dirigente della Lega di Firenze, che è vice-presidente federale, non si è fermato qui. Ha chiesto anche al Tnas (Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport insediato presso il Coni) di pronunciarsi sulle controversie in atto con la serie A e la serie B in materia di suddivisione dei proventi da diritti tv. Pur di vedere riconosciuti i diritti dei suoi club, Macalli si dichiara  pronto a adire la giustizia ordinaria (ovvero il Tar Lazio). Il primo a scendere in campo è stato Gianni Petrucci, presidente del Coni. La condanna verso la scelta di pubblicare sui giornali una pagina contenente accuse sulla trasparenza della legge su stadi e diritti tv è netta: “Non ho gradito la pagina a pagamento della Lega Pro sui giornali.Vuole scioperare? Lo faccia, non cambia niente”. “Non si può minacciare e insultare a destra e a manca – ha aggiunto il numero uno dello sport italiano – non è una bella immagine per tutto quello che sta facendo la Federazione. Ho chiamato personalmente Abete e Macalli, che è anche vicepresidente federale, per comunicare il mio disappunto. Il presidente della Figc ha condiviso il mio rincrescimento totale”. A ruota ha fatto sentire la sua voce il presidente della Lega Serie A Tim Maurizio Beretta, intervistato dall’Ansa. La replica al presidente della Lega Pro, che ha depositato ieri un’istanza presso il Tnas sui diritti televisivi, è alquanto stizzita: “Trovo grave che un vicepresidente della Figc cerchi di bloccare una legge fondamentale per il settore come quella sugli stadi di proprietà, con critiche del tutto infondate e per obiettivi strumentali”. “Valutiamo l’iniziativa della Lega Pro infondata per quanto riguarda la pretesa che la Lega Serie A rinunci al proprio diritto, sancito in via esclusiva dalla legge, di determinare le quote da distribuire alle categorie inferiori – ha aggiunto Beretta -, per di più l’iniziativa di Macalli è anche intempestiva nel pretendere che la liquidazione della somma della mutualità avvenga prima che sia definito l’ammontare complessivo, cosa che avverrà al più presto”. “Voglio ringraziare il Presidente Petrucci – ha sottolineato Beretta – per le sue dichiarazioni che condivido al 100 per 100, mi auguro anzi che nessuno voglia prestarsi a questo gioco che rischia di danneggiare pesantemente l’intero mondo del calcio”. Non è mancato l’intervento chiarificatore dell’altro chiamato in causa. Andrea Abodi, presidente della Lega serie Bwin, si esprime con una nota in risposta alle rivendicazioni della Lega Pro in materia di diritti televisivi: “Condividiamo ogni singola parola e il senso profondo delle autorevoli dichiarazioni del Presidente del Coni Petrucci. Restiamo sorpresi e amareggiati dalla forma e dalla sostanza delle rivendicazioni economiche della Lega Pro – scrive Abodi – riteniamo sia ancor più grave l’interpretazione capziosa, ai limiti della mistificazione, sottoscritta dal presidente Macalli sulla cosiddetta ‘Legge sugli Stadi’ in discussione presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che rappresenta l’ultima opportunità – finanziata dai privati – di rendere sostenibile e competitivo il calcio italiano a livello infrastrutturale, operazione che in tutta Europa è stata attuata da tempo e con denaro pubblico”. Manca all’appello una presa di posizione ufficiale del presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, ma è palese l’accerchiamento di Mario Macalli (che si è dichiarato pronto a bloccare i cinque gironi di terza e quarta serie nazionale). La situazione è scabrosa. Potrebbe intervenire il garante dell’etica del Coni. Qualcuno chiederà a Macalli di fare un passo indietro, lasciando la vicepresidenza della Figc? Nel frattempo si resta in attesa di una replica ufficiale del massimo dirigente della Lega di Firenze che, al momento, non è ancora arrivata.  (calciopress.net)

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