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Funari scopre le carte: “Ecco il mio piano per salvare il calcio a Cosenza”

Funari scopre le carte: “Ecco il mio piano per salvare il calcio a Cosenza”

L’amministratore unico, munito di una lavagnetta, ha spiegato quali operazioni finanziarie intende eseguire per garantire un futuro alla società rossoblù.

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Eugenio Funari durante la sua
 “lezione” odierna
(foto rosito)

Eugenio Funari ci sta mettendo la faccia: gli va riconosciuto a prescindere da ogni tipo di congettura. Questa mattina ha scoperto le sue carte spiegando passaggio dopo passaggio come intende procedere per risanare i conti del Cosenza Calcio 1914. L’amministratore unico per l’occasione ha minuto la sala stampa di una lavagnetta dove ha rivelato la reale massa debitoria del club e quali proventi ci saranno, o dovrebbero esserci da qui a giugno. Prima di entrare nel vivo ha tenuto a precisare due aspetti. Il primo prettamente sportivo (“Al di là dei risultati raggiunti la squadra sta giocando con il cuore e con l’anima. Ringrazio Stefano Fiore che, con un passato di serie A come il suo, lotta fino  all’ultimo minuto con tutte le energie in corpo dando l’esempio”), l’altro gossipparo (“Non sono il prestanome di nessuno. Ho acquistato regolarmente le quote dai Pagliuso che hanno scelto di uscire dal mondo del calcio”). Quello che premeva maggiormente, tuttavia, era conoscere il piano d’azione che ha in mente. “Sono un commercialista e il lavoro della mia vita è stato interpretare i conti delle aziende, a volte pertanto riesco a capire anche come metterli a posto. La situazione del Cosenza Calcio è una favola infinita, come quella dei lupi. Al mattino ne avvistarono tre, al pomeriggio dieci, a sera cinquanta. La stessa cosa per le pendenze che gravano sulla società”. Poi snocciola le prime cifre. “Parto dalla massa debitoria iniziale – sottolinea – Era di 2milioni e 200mila euro che inglobava gli stipendi non pagati, i tesseramenti di alcuni elementi, gli F24 (spiegherà successivamente che parte di essi verranno spalmati, ndr) e ciò che avanzano i fornitori. Ho usato un tempo passato perché dopo che Mirabelli e Toscano si sono dimessi siamo scesi a un milione e 600mila euro. Bisogna rapportarci alla nuova cifra”. Da questo preciso momento prende il via il piano economico-finanziario di Eugenio Funari. “Non proporrò delle previsioni, ma dati certi e situazioni in itinere. Dalla Lega sono già arrivati 140mila euro (la prima tranche della cessione di De Rose, ndr) che sono stati utilizzati per pagare i calciatori. Il 1914, inoltre, vanta dei crediti che ammontano a 60.000 euro riconducibili a sponsorizzazioni e contratti pubblicitari”. Il gap, secondo la sua scaletta scenderebbe così a un milione e 400mila euro. “Confermo che ho già incassato la disponibilità di alcuni imprenditori. Essi contribuiranno con sottoscrizioni di 15mila euro. Compresa la mia quota siamo in tutto dieci, ma non farò nessun nome per adesso”. Altro passo e nuovo totale: un milione e 250mila euro. “Arrivati a questo punto c’è la cessione dei calciatori per i quali ci sono degli accordi con gli altri presidenti. Nella peggiore delle ipotesi, ma che sicuramente non si verificherà, incasseremo 100mila euro per ognuno di De Rose, Gagliardi, Bernardi e Doninelli. Ho messo una cifra estremamente bassa per ciascuno dei nostri ragazzi, ma è per stare con i piedi ben saldi a terra”. Si scende in picchiata ad 850mila euro. “La mia vera sfida, giunti qui, riguarda il pacchetto delle quote. Detengo l’88% e sono in grado di cederlo tutto o parzialmente secondo il valore nominale. L’1% vale 15mila euro, cifra non elevata che una cinquantina di imprenditori dell’hinterland potrebbe rilevare senza problemi. Abbiamo iniziato a scandagliare ogni angolo della provincia e sono di gran lunga ottimista di poter centrare il mio obiettivo”. Abbattendo i debiti, però, poi si ripresenterebbe lo scoglio dell’iscrizione e della gestione del prossimo campionato. “Le altre quote che cederei verrebbero utilizzate per ricapitalizzare. Programmare la stagione successiva significherebbe sì ripartire da zero, ma con risposte concrete della città e della gente”. C’è anche il nodo degli 80mila euro legati alla faccenda-Ceccarelli. “Non li ho inseriti fra i debiti perché la Lega li tratterrà”. Chiusura dedicata alle istituzioni e agli altri soci. “La legge impone di non erogare sponsorizzazioni, ma non di partecipare attivamente magari acquistando delle percentuali. E’ una strada da battere e lo faremo. Agli altri proprietari del Cosenza dico che voglio avvalermi della loro esperienza e che cercherò frequenti contatti, mentre ai tifosi garantisco che darò trasparenza a tutte le operazioni aziendali”. Da sottolinerare infine parlando del bilancio del club l’espressione del volto di Funari non è stata delle migliori e si è riserevato “di analizzarlo meglio”.  (cosenzachannel.it) 

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