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E Funari entrò a gamba tesa

E Funari entrò a gamba tesa

In una maratona televisiva attacca tutti e sbotta: “Per qualche ragione non mi hanno dato i libri contabili, ma scoprirò i motivi”. Battibecco con Iannucci in due trasmissioni. L’ex ad: “Non credo al tuo progetto, non hai nessun imprenditore dietro”.

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L’amministratore unico del Cosenza 1914 Eugenio Funari (foto mannarino)

Eugenio Funari ieri pomeriggio ha lasciato partire alcune bordate non indifferenti. E’ andato in tv catalizzando l’attenzione su di sè in due trasmissioni (“Full Time” in onda su Ten e “A Lupo a Lupo” su Telitalia) rendendo pubbliche una serie di situazioni poco chiare. La denuncia più grande riguarda i libri contabili: “Non li ho, non me li hanno fatti avere, non so perché ma lo scoprirò. Quando ho deciso di prendere l’88% delle quote l’ho fatto sulla base del bilancio che riassume tutte le attività della società. Non ho contabilità di niente, se non quella dal primo luglio in poi ricostruita in maniera minuziosa da Covino. In più devo aggiungere che il bilancio al 30 giugno 2010 è stato approvato il 27 dicembre con riserva da parte del collegio sindacale perché, nella loro relazione, i sindaci spiegano che non sono stati messi nelle condizioni di visionare i documenti fiscali”. A questo punto tira in ballo l’ex amministratore delegato Francesco Iannucci con il quale darà poi vita ad un botta e risposta lungo da pomeriggio a sera. “Iannucci ha più volte detto tramite delle interviste che il Cosenza è sull’orlo del fallimento e che bisogna portare i libri in tribunale, queste però sono voci che si rifanno a precedenti gestioni che non sono in grado di fornirmi le documentazioni da me richieste”. A questo punto il vecchio ad ribatte colpo su colpo: “I libri li ho spediti tramite mail a Lino Di Nardo quando è cambiata la proprietà. La prassi è questa: se una società cambia mille volte, mille volte i libri devono passare di mano. Non credo nel progetto di Funari e non credo che abbia degli imprenditori alle spalle che lo supportino, ecco perché auspico di salvare il titolo sportivo visto che siamo ancora in tempo. Se il Cosenza fallirà non sarà di certo per colpa dell’Iva, ma a causa degli stipendi e degli F24 non pagati”. A proposito dell’Iva, il socio di maggioranza del Cosenza ha informato che vuole vederci chiaro su alcune fatture e che “c’è bisogno oltre dei libri contabili che occorre avere in maniera cartacea in sede, anche del libro clienti e fornitori”. Chiusura con un’ultima rivelazione da parte di Iannucci: “C’è una pendenza verso Equitalia di 300mila euro del 2009 che riguarda delle rateizzazioni a partire dal 2005”, cose del vecchio Rende insomma. (co. ch.)

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