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Verba volant, scripta manent

Verba volant, scripta manent

l’editoriale di Piero Bria – 

Siamo entrati in un vortice senza ritorno. Tante, troppe parole in attesa che qualcosa accada. L’unico modo per fare chiarezza è il silenzio. Che siano le carte a parlare.
pinocchio

Ormai è diventata consuetudine assistere ad attacchi. Da vecchi soci a nuovi amministratori ognuno ha da dire qualcosa. Soprattutto, ognuno punta il dito contro l’altro senza che nessuno, e ribadiamo nessuno, si assuma le responsabilità di una situazione a dir poco preoccupante. Ho sempre pensato che parlare di calcio fosse l’unico modo per cercare di evitare di finire in un vortice che, vuoi o non vuoi, travolge tutto. Come uno Tsunami. Quello Tsunami che sta travolgendo il Cosenza e quello che gli ruota intorno. Si vive alla giornata quasi come se fosse l’ultima. Quasi come se fossimo paralizzati dinanzi all’arrivo di un’onda anomala. Il ritorno nei professionisti non è bastato ad allontanare i fantasmi di gestioni a dir poco esuberanti. Matteini, nell’intervista in esclusiva rilasciata su Cosenzachannel-TV, ha detto una sacrosanta verità: “Se non puoi permetterti di pagare determinati giocatori non li prendi e risparmi”. Una frase banale e che rispecchia tutto il movimento calcistico della Lega Pro ad iniziare proprio dal Cosenza. Una Lega Pro in fin di vita e che, vuoi o non vuoi, sembra indebitata fino al collo. E allora perché le società non spendono per quello che è nelle loro possibilità? Basterebbe quantomeno a garantire l’iscrizione e ad evitare le innumerevoli penalizzazioni che, ad oggi, stanno falsando i campionati. Se in cassa c’è 10 perché le società spendono 100? Facile a dirsi…difficile a farsi dirà qualcuno. Bisognerebbe che, quel qualcuno, ci spiegasse quantomeno come si fa a rientrare dalle spese senza avere la certezza di determinati introiti. Senza dimenticare che c’è qualcun altro che sostiene che investire significa rischiare. Peccato che gli investimenti siano altri e non quelli di puntare sui contratti faraonici dei calciatori o ipotizzare entrate che mai ci saranno. Nella vita reale, e non quella calcistica (sempre più surreale), avere la testa sulla spalle significa “programmare (lavorare) per garantirsi un futuro”. Lesson repeat: “garantire un futuro”. Basterebbe agire in funzione di questa frase per guardare in faccia le persone che ti stanno di fronte e gridare: “Esisto oggi ed esisterò anche domani”. A Cosenza manca questa certezza perché, come pocanzi sottolineato, si vive alla giornata. E allora è il caso di fermarci e smetterla con i teatrini che stanno andando in onda. Per una buona volta che tutti stiano zitti e che a parlare siano le carte. Tutti dicono di essere tranquilli, lindi e pinti. Si formano fazioni pronte a dare ragione a Tizio o Caio. Peccato che né Tizio e né tantomeno Caio parlino con tanto di documentazione cartacea in mano. Se davvero nessuno ha problemi, beh, che ci diano le carte. Rendere pubblico quello che sinora sono state tante parole. Del resto “verba volant, scripta manent”.  Questo antico proverbio (così come riportato su wiki), che trae origine da un discorso di Caio Titus al senato romano, insinua la prudenza nello scrivere, perché, se le parole facilmente si dimenticano, gli scritti possono sempre formare documenti incontrovertibili. Che ogni cosa venga resa pubblica. Che sia Cosenzachannel o qualunque altro organo di stampa poco importa. L’importante è capire se realmente si vuole garantire un futuro al Cosenza calcio. Altrimenti che si continui su questa strada evitando, però, di richiamare gente allo stadio o di toccare tasti come “l’attaccamento e il grande amore verso i colori rossoblù”. La gente è stufa di essere presa in giro. Ormai di Pinocchio ce ne sono fin troppi. 

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