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Citrigno: “Mai più operazioni con altri titoli sportivi”

Citrigno: “Mai più operazioni con altri titoli sportivi”

L’ex presidente si dice possibilista per la salvezza del club: “Serve che tutti facciano il proprio dovere e mi riferisco non solo ai soci, ma agli imprenditori che hanno fede rossoblù”.

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Pino Citrigno, cosentino doc e tifosissimo dei Lupi (foto rosito)

Pino Citrigno è forse la figura più apprezzata degli ultimi anni per due semplici considerazioni: ha sempre fatto il suo dovere dal punto di vista economico sia quando deteneva l’11% che l’1% ed ha palesato in tutte la sue espressioni la cosentinità che in molti hanno sempre richiesto a gran voce. Da qualche giorno a questa parte si vocifera che possa incrementare il suo pacchetto, ma l’ex presidente frena. “Fa piacere che due imprenditori abbiano preso due quote a testa e per questo vanno ringraziati – dice dalle colonne di Calabria Ora – ma questa azione non basta a tenere in vita la società che continuando a navigare a velocità del genere potrebbe trovarsi brutte sorprese a fine stagione. Io sono convinto che il Cosenza possa essere salvato”. Citrigno poi pone due condizioni sine qua non. “Innanzitutto che tutti gli imprenditori di fede rossoblù si avvicinino alla nostra causa, anche con quote minoritari. Ma quando parlo di imprenditori mi riferisco a un numero ben diverso da quello che Funari è riuscito ad ottenere in questi giorni. Dovranno esserci una quarantina di soggetti pronti a versare nelle casse sociali anche somme di basso taglio”. La seconda condizione è ancora più dettagliata. “Aspetterò l’assemblea straordinaria per conoscere le reali intenzioni degli attuali soci. Se tutti quanti parteciperanno all’aumento di capitale, io non mi tirerò indietro, ma in caso contrario chi non farà questo passo dovrà assumersi tutte le responsabilità del caso. E mi riferisco anche a chi ha la sua firma sulle fidejussioni”. Infine una considerazione che sa di monito: «Se il futuro sarà nero senza una via d’uscita, non si dovrà realizzare nessun altro progetto calcistico oltre il Campagnano, perché questa città, e quindi noi cosentini, non accetterà che si torni al passato. Vuol dire che in caso di fallimento ripartiremo da zero, ma da soli”. (co. ch.)

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