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Cosenza, ecco il piano di De Caro

Cosenza, ecco il piano di De Caro

Il costruttore ha svelato cifre e percentuali, ma ha anche detto che è disposto ad aspettare fino a venerdì. Citrigno e Carnevale hanno già dato la loro adesione. Si aspettano gli altri.

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De Caro, Funari, Citrigno e Carnevale. Il Cosenza ripartirà da loro (foto rosito)

Qualora il progetto di Franco De Caro si concretizzasse, il Cosenza si ritroverebbe di botto un assetto societario importante. Come sottolineato dal costruttore “si programmerebbe un campionato di transizione e risanatore”, ma scomparirebbero dal bilancio i segni meno. Entro venerdì, termine ultimo indicato dai presenti come buono per dare vita all’operazione salvataggio, si saprà se il club rossoblù avrà o meno vita lunga. La sensazione è che la fumata bianca possa arrivare prima della trasferta di Siracusa e che Funari e Bruni (che hanno garantito in questi mesi l’esistenza stessa del sodalizio e che come anticipato tempo fa resteranno parte attiva della vita dirigenziale) dopo Pasqua possano da subito lavorare fianco a fianco dei big dell’imprenditoria locale. Sul nome di Mirabelli che circola in queste ore c’è riserbo e cautela. Si vedrà. Inoltre c’è da capire come possano coesistere soci che da qualche tempo hanno pessimi rapporti. E’ il caso di Carnevale e Chianello che devono risolvere problemi di natura personale.
LA CENA AL “BASILICO”. Le telecamere di Telitalia hanno ripreso un vero e proprio summit sebbene il vertice sia stato anticipato negli scorsi giorni da una serie di riunioni introduttive. Erano presenti oltre al padrone di casa anche Carnevale, Citrigno e Funari. Assenti invece De Rose, Salerno e Chianello che hanno affidato a Paletta, in sala assieme ad altri ospiti, alcuni messaggi. A prendere per primo la parola è stato De Caro. “Ho deciso di darmi da fare perché sono figlio di questa comunità a cui ho dato molto e da cui ho ricevuto molto. Non sono il salvatore della patria, ma voglio porre una semplice domanda a chi ha raccolto il mio invito: c’è la volontà di salvare il Cosenza? Se la risposta è sì, ecco il mio piano. Tra vecchi e nuovi soci dovranno essere versati in due tranche almeno un milione di euro. Poi, guardando anche oltre l’iscrizione al campionato, grazie alla cessione di Doninelli e De Rose, al minutaggio degli under e ai contributi di Lega contiamo di toccare quota 2milioni e 700mila euro. 500mila verrebbero utilizzati per pagare immediatamente i giocatori e risolvere le vertenze. Per alcuni atleti però potrebbero anche non bastare, ma conto sulla loro bontà visto che hanno dato disponibilità a Carnevale di ridursi lo stipendio. Sarà fondamentale inoltre restare per la prossima stagione sotto il tetto dei 120mila euro mensili per quanto concerne emolumenti ed F24. Ai tifosi dico che non dovranno illudersi, programmeremo un torneo di transizione per aggiustare le finanze”. Il costruttore poi ha posto le sue condizioni affinché si possa parlare realmente di trattativa. “Ho pensato alla seguente ridistribuzione di quote: il sottoscritto, Salerno, Carnevale, De Rose e Chianello al 17,4%, Citrigno e Bruni al 5%, Cariola al 2% e Iannucci all’1%. Questa suddivisione non implica che se qualcuno abbia l’intenzione di prendere una percentuale maggiore non possa farlo, ma meno di così non mi andrebbe bene. Aspetterò fino a venerdì per avere una risposta da chi oggi è assente. Io in questa operazione ho tutto da perdere, ma entrerei in gioco solo adesso. Sono altri che devono sbrigarsi a scongiurare il fallimento. Voglio che si sappia, infine, che all’incontro di stasera (ieri, ndr) era stato invitato anche Luca Pagliuso. Ha declinato spiegandomi che non ne vuole più sapere del calcio cittadino, ma che se arrivasse la fumata bianca ci sosterrebbe con una grossa sponsorizzazione”. A sposare le parole di De Caro è stato Carnevale che assieme a Salerno e De Rose è il firmatario della fidejussione ferma in banca. Se il Cosenza fallisse verrebbe assorbita dalla Lega Pro. “Sono stanco delle parole – ha tuonato – adesso servono i fatti. La nostra situazione paragonata a quella di altri club della vecchia serie C è ridicola. Rischiamo di morire per quattro soldi. Ci sono i margini per garantire un futuro al club, ecco perché do il mio assenso a quanto enunciato da De Caro”. Come spesso è avvenuto in passato, pure ieri sera Pino Citrigno ha fatto sfoggio di concretezza. “Non c’è altro da fare che andare immediatamente in banca e versare ciò che impone la propria percentuale su un conto corrente intestato al Cosenza Calcio 1914. Ma serve celerità, solo in questo modo daremo alla gente parvenza di serietà. Fatemi sapere quando bisognerà effettuare il bonifico, non mi tirerò indietro”. Infine il parere di Funari. “Ho qualche elemento di perplessità, ma sono venuto più per ascoltare le vostre posizioni che per dire la mia. Il progetto è importante, ma è naturale che la discussione debba continuare nella sede del Cosenza 1914. Prendo io l’impegno di convocare anche gli assenti per venerdì. Quel pomeriggio faremo la conta”. (cosenzachannel.it)

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Qualora il progetto di Franco De Caro si concretizzasse, il Cosenza si ritroverebbe di botto un assetto societario importante. Come sottolineato dal costruttore “si programmerebbe un campionato di transizione e risanatore”, ma scomparirebbero dal bilancio i segni meno. Entro venerdì, termine ultimo indicato dai presenti come buono per dare vita all’operazione salvataggio, si saprà se il club rossoblù avrà o meno vita lunga. La sensazione è che la fumata bianca possa arrivare prima della trasferta di Siracusa e che Funari e Bruni (che hanno garantito in questi mesi l’esistenza stessa del sodalizio e che come anticipato tempo fa resteranno parte attiva della vita dirigenziale) dopo Pasqua possano da subito lavorare fianco a fianco dei big dell’imprenditoria locale. Sul nome di Mirabelli che circola in queste ore c’è riserbo e cautela. Si vedrà. Inoltre c’è da capire come possano coesistere soci che da qualche tempo hanno pessimi rapporti. E’ il caso di Carnevale e Chianello che devono risolvere problemi di natura personale.
LA CENA AL “BASILICO”. Le telecamere di Telitalia hanno ripreso un vero e proprio summit sebbene il vertice sia stato anticipato negli scorsi giorni da una serie di riunioni introduttive. Erano presenti oltre al padrone di casa anche Carnevale, Citrigno e Funari. Assenti invece De Rose, Salerno e Chianello che hanno affidato a Paletta, in sala assieme ad altri ospiti, alcuni messaggi. A prendere per primo la parola è stato De Caro. “Ho deciso di darmi da fare perché sono figlio di questa comunità a cui ho dato molto e da cui ho ricevuto molto. Non sono il salvatore della patria, ma voglio porre una semplice domanda a chi ha raccolto il mio invito: c’è la volontà di salvare il Cosenza? Se la risposta è sì, ecco il mio piano. Tra vecchi e nuovi soci dovranno essere versati in due tranche almeno un milione di euro. Poi, guardando anche oltre l’iscrizione al campionato, grazie alla cessione di Doninelli e De Rose, al minutaggio degli under e ai contributi di Lega contiamo di toccare quota 2milioni e 700mila euro. 500mila verrebbero utilizzati per pagare immediatamente i giocatori e risolvere le vertenze. Per alcuni atleti però potrebbero anche non bastare, ma conto sulla loro bontà visto che hanno dato disponibilità a Carnevale di ridursi lo stipendio. Sarà fondamentale inoltre restare per la prossima stagione sotto il tetto dei 120mila euro mensili per quanto concerne emolumenti ed F24. Ai tifosi dico che non dovranno illudersi, programmeremo un torneo di transizione per aggiustare le finanze”. Il costruttore poi ha posto le sue condizioni affinché si possa parlare realmente di trattativa. “Ho pensato alla seguente ridistribuzione di quote: il sottoscritto, Salerno, Carnevale, De Rose e Chianello al 17,4%, Citrigno e Bruni al 5%, Cariola al 2% e Iannucci all’1%. Questa suddivisione non implica che se qualcuno abbia l’intenzione di prendere una percentuale maggiore non possa farlo, ma meno di così non mi andrebbe bene. Aspetterò fino a venerdì per avere una risposta da chi oggi è assente. Io in questa operazione ho tutto da perdere, ma entrerei in gioco solo adesso. Sono altri che devono sbrigarsi a scongiurare il fallimento. Voglio che si sappia, infine, che all’incontro di stasera (ieri, ndr) era stato invitato anche Luca Pagliuso. Ha declinato spiegandomi che non ne vuole più sapere del calcio cittadino, ma che se arrivasse la fumata bianca ci sosterrebbe con una grossa sponsorizzazione”. A sposare le parole di De Caro è stato Carnevale che assieme a Salerno e De Rose è il firmatario della fidejussione ferma in banca. Se il Cosenza fallisse verrebbe assorbita dalla Lega Pro. “Sono stanco delle parole – ha tuonato – adesso servono i fatti. La nostra situazione paragonata a quella di altri club della vecchia serie C è ridicola. Rischiamo di morire per quattro soldi. Ci sono i margini per garantire un futuro al club, ecco perché do il mio assenso a quanto enunciato da De Caro”. Come spesso è avvenuto in passato, pure ieri sera Pino Citrigno ha fatto sfoggio di concretezza. “Non c’è altro da fare che andare immediatamente in banca e versare ciò che impone la propria percentuale su un conto corrente intestato al Cosenza Calcio 1914. Ma serve celerità, solo in questo modo daremo alla gente parvenza di serietà. Fatemi sapere quando bisognerà effettuare il bonifico, non mi tirerò indietro”. Infine il parere di Funari. “Ho qualche elemento di perplessità, ma sono venuto più per ascoltare le vostre posizioni che per dire la mia. Il progetto è importante, ma è naturale che la discussione debba continuare nella sede del Cosenza 1914. Prendo io l’impegno di convocare anche gli assenti per venerdì. Quel pomeriggio faremo la conta”.

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